Riproponiamo una pagina storica del sito, con un editoriale di febbraio 2006 (non c'era la legge 219/2006 e anche il logo del portale era differente) a beneficio delle giovani generazioni di informatori ed a ricordo delle battaglie decennali di una intera categoria di lavoratori che aveva sognato di essere anche un Servizio Pubblico a tutela della salute dei cittadini. racconta una leggenda metropolitana che il giorno in cui doveva essere approvato definitivamente in parlamento l'albo degli informatori si presento, a chi poteva bloccarne l'approvazione, un alto rappresentante degli informatori stessi dicendo che loro non volevano piu' quell'albo e fu accontentato. ma e' solo una leggenda.
F.L. - 17 gennaio 2012

ALBO ISF:  FINALMENTE TUTTO DIVENTA PIU' CHIARO

Finalmente tutto diventa più chiaro. Che cosa? Che quello che il Parlamento sarebbe disposto ad approvare (se proprio lo deve fare) non è l'Ordine professionale di una categoria di lavoratori che opera secondo la legge 833/78 o la 541/92, al servizio delle aziende, ma per mandato pubblico, per consentire al medico "adeguato aggiornamento sui farmaci" ed "appropriatezza prescrittiva". Il compromesso raggiunto dalle forze politiche di centro destra e centro sinistra (fatte salve singole posizioni di parlamentari) è l'approvazione di un aborto di albo, di un mostro legislativo, che avalla il legame (che c'è da sempre) tra questo lavoro e le prescrizioni di farmaci che si riescono a far produrre alla categoria medica. I perchè della nascita di questo aborto sono stati e sono tanti, ed in tali perchè ognuno ha tentato di portare acqua al suo mulino, di tutelare i suoi interessi, dentro il suo particolare. L'Albo degli Informatori scientifici sul farmaco (chiesto dal 1953 dagli stessi informatori) era qualcosa di più serio; di più sentito dagli informatori, che si erano accorti  dall'inizio di venire adoperati dalle aziende come "strumenti di induzione di ricette" e non come "produttori di servizi al medico", con motivi moralmente, civilmente e legalmente fondati. Tale albo non meritava questa fine. Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi ed, infine, nella prossima legislatura, assisteremo alla manifestazione della grande abilità dei vari organi parlamentari e dei suoi componenti nel dilazionare i tempi, nel riascoltare ancora le parti sociali, nel pregare le sette Commissioni per i pareri interessate a "riflettere con calma" prima di restituire il loro parere alla XII del Senato e, quando proprio lo debbono fare, che trovino delle serie opposizioni, in modo tale da indurre, come da regolamento, il presidente Tomassini a trasferire in sede referente la discussione (o meglio la farsa di discussione; o meglio il mercato degli interessi). Gli Informatori scientifici del farmaco (salvo qualche rara eccezione) non sono mai, a nostro parere, veramente esistiti nel nostro paese. Lo Stato (chi ha scritto la 833/78 - legge istitutiva del Sistema Sanitario Nazionale) li avrebbe voluti, perchè si era reso conto che non potevano che essere le aziende, che i farmaci li scoprivano e li producevano, le fonti più competenti a fornire, per conto dello Stato, ad una tale figura professionale quelle informazioni e quella formazione necessaria a tradursi in un miglior uso possibile degli stessi farmaci. Ma questo non è il paese delle fate; non c'è stato il coraggio morale delle Istituzioni, e la morale stessa, la tutela della salute pubblica; hanno dovuto piegare il capo davanti agli interessi pratici delle aziende di tradurre in capitale sonante il peregrinare degli informatori tra i vari ambulatori medici. Così una figura professionale che doveva sostenere ed aggiornare il medico è diventata (per merito degli interessi imprenditoriali e per la mancanza di coraggio istituzionale dello Stato) il peggior nemico dei medici stessi e della salute del cittadino malato. Certo, ci saranno sempre gli informatori corretti, come i medici e finanche intere, piccole, aziende che avranno il coraggio di giocare la loro esistenza professionale ed imprenditoriale con onestà e civiltà: ma questo non fonda la morale, l'onesta e la civiltà di un intero settore, di un intero Stato. Ma chi pensa che questa sia la resa legislativa degli informatori scientifici del farmaco rischia di commettere un grosso errore, perchè le battaglie si possono perdere su un campo ma continuare strada per strada, Regione per Regione. Perchè, nonostante tutto, siamo convinti che la maggior parte degli informatori, dei medici, delle Istituzioni decentrate siano ancora legati ai valori dell'onestà intellettuale e morale, unica condizione che può far risorgere, (come la famosa araba fenice) la categoria degli informatori scientifici del farmaco voluta dal primo legislatore

Francesco Lupinacci

LA DISCUSSIONE TENUTASI IERI ALLA XII COMMISSIONE DEL SENATO

(404-B) COZZOLINO e SERVELLO.  -  Nuova regolamentazione delle attivita' di informazione scientifica farmaceutica e istituzione dell' albo degli informatori scientifici del farmaco, approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati

(Discussione e rinvio) 

Riferisce alla Commissione il senatore COZZOLINO (AN), il quale riepiloga le modifiche più rilevanti apportate dalla Camera al testo già approvato dal Senato:  l'articolo 2, comma 1, specifica in termini più chiari che gli interlocutori degli informatori scientifici del farmaco sono costituiti dai medici; l'articolo 3, comma 1, esplicita che l'obbligo del segreto professionale a carico degli informatori non impedisce in nessun caso la promozione di un uso razionale del farmaco, intesa a presentarlo in modo obiettivo; il successivo comma 3 specifica che il rapporto di lavoro dell'informatore scientifico è univoco. La Camera ha inoltre soppresso, per l'ipotesi di lavoro subordinato, l'esclusione del computo del medesimo ai fini dell'applicazione della disciplina sul collocamento obbligatorio in favore delle categorie protette, di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68.

Riguardo alle funzioni dei consigli dei collegi regionali degli informatori scientifici all'articolo 7 non si fa più riferimento all'attività di vigilanza intesa alla tutela dei medesimi informatori. In base a tale soppressione, il compito di vigilanza risulta attribuito in via esclusiva, ai sensi dell'articolo 12, comma 1, lettera a),al consiglio nazionale dei collegi.  La Camera ha peraltro soppresso, tra le funzioni di quest'ultimo, la cura dei rapporti deontologici tra gli informatori e le direzioni aziendali da cui essi dipendono.

In merito alla composizione del citato consiglio nazionale, l'articolo 10 prevede che i membri esercitino l'attività di informatore scientifico da almeno cinque anni. Tuttavia, qualora il collegio regionale abbia diritto ad esprimere più di un rappresentante, è sufficiente che il requisito sia rispettato da uno solo di essi.

L'articolo 16 estende la possibilità di iscrizione all'albo degli informatori scientifici ai cittadini degli stati non appartenenti all'Unione europea, nell'ipotesi in cui sussista, tra lo Stato in questione e l'Italia, un trattato di reciprocità; definisce inoltre una fattispecie di esenzione dall'obbligo di superamento dell'esame di Stato, previsto ai fini dell'iscrizione al summenzionato albo. Essa concerne i soggetti che, in possesso dei titoli universitari richiesti per l'esercizio della professione in esame, abbiano, in virtù dei medesimi, già sostenuto e superato esami di Stato per l'iscrizione ad altri ordini professionali. L'articolo 23, comma 2, specifica che compete ai consigli dei collegi regionali l'accertamento dell'idoneità della documentazione ai fini dell'applicazione della disciplina transitoria per l'iscrizione all'albo, concernente gli informatori scientifici già in attività.

L'articolo 25, comma 2, demanda alle regioni l'adozione della disciplina sui tempi, le modalità e le procedure per lo svolgimento delle attività di informazione medico-scientifica da parte delle aziende farmaceutiche rivolte al personale dipendente e convenzionato con il Servizio sanitario nazionale.

Ai sensi dell'articolo 26, infine, sono esplicitamente escluse dall'applicazione della presente legge le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano, che possono adottare un'autonoma disciplina.

            Interviene il senatore DANZI (UDC), chiedendo lumi sull'eventuale opportunità di stabilire tempestivamente la fissazione di un termine per la presentazione degli emendamenti.

            Il senatore DI GIROLAMO (DS-U) fa presente l’opportunità di disporre del tempo necessario ad un’adeguata riflessione sul disegno di legge in titolo, prima di proseguirne la trattazione, in ragione della cospicua mole di lavoro che, nell’attuale fase, interessa la Commissione.

            Il senatore CARELLA (Verdi-Un) osserva che l’atto in titolo rappresenta uno dei rari casi di disegno di legge di iniziativa parlamentare che, giunto in una fase avanzata dell’iter, ha la possibilità di pervenire alla definitiva approvazione, tenuto anche conto della non eccessiva entità delle modifiche apportate dalla Camera dei deputati. Esprime pertanto una netta contrarietà ad ogni ipotesi che possa tradursi in una dilazione, auspicando una rapida approvazione ed esortando i commissari a non tenere in conto le eventuali pressioni cui possono essere oggetto da parte di diversi gruppi di interesse: cedere a tali pressioni rappresenterebbe a suo avviso un deleterio svilimento della dignità del Senato. (a riprova di tali pressioni leggi la notizia seguente sulla lettera di Farmindustria, giunta alla XII Commissione - ndr)

            Il sottosegretario CURSI fa presente il favore del Governo, già manifestato alla Camera, rispetto al contenuto del disegno di legge in discussione, del cui iter auspica una rapida e positiva conclusione.

            Il senatore MASCIONI (DS-U)  nega che vi sia, da parte del Gruppo dei Democratici di sinistra – L’Ulivo, qualsiasi intento dilatorio rispetto all’iter del disegno di legge in titolo. Precisa infatti che da parte del proprio Gruppo vi è un convinto sostegno al prosieguo dell'esame in sede deliberante; sottolinea, d'altra parte, l'opportunità di disporre del tempo necessario ad un’adeguata ponderazione dei contenuti di un provvedimento da lungo atteso e di notevole rilevanza, riguardante una categoria di lavoratori di molte migliaia di individui, tuttora priva di una specifica disciplina.

            Prende la parola il senatore TREDESE (FI), il quale, confermando il favore del proprio Gruppo di appartenenza al prosieguo dell'esame in sede deliberante, conviene sulla necessità di disporre del tempo indispensabile ad un’attenta valutazione delle modifiche apportate dall’altro ramo del Parlamento, senza che ciò implichi alcun intento dilatorio.

            Il senatore DANZI (UDC)  esprime a sua volta il consenso della propria parte politica relativamente al proseguimento della trattazione in sede deliberante. Osserva inoltre la reale esigenza di dedicare al disegno di legge in titolo la riflessione richiesta dall’importanza della materia di cui tratta il provvedimento in titolo. Del resto, già in altre circostanze – prosegue – sono giunte ai parlamentari pressioni da parte dei gruppi di interesse, senza che ciò abbia avuto ripercussioni sulla loro autonomia di giudizio e sulla loro serenità.

            Il senatore TATO' (AN) si esprime, a titolo personale, a favore del trasferimento del disegno di legge in discussione alla sede referente.(a nostro parere, la strada più breve per l'infossamento del testo - ndr) Nel merito del provvedimento ritiene ci si debba soffermare attentamente su alcune modifiche apportate nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati con particolare riferimento a quella relativa al comma 3 dell'articolo 3, mediante la quale si tornerebbe ad applicare la quota di riserva in favore dei disabili il che, a suo giudizio,  merita di essere attentamente valutato.

            La senatrice BAIO DOSSI (Mar-DL-U)  sottolinea che gli impegni cui sono attualmente chiamati i senatori della Commissione rendono necessario differire la prosecuzione dell’iter del disegno di legge, così da poter dedicare al provvedimento in discussione il dovuto approfondimento che, tra l'altro, non può non includere un’attenta analisi delle norme europee riguardanti la materia oggetto del disegno di legge in titolo (tali norme, sono esaminabili anche sul nostro sito - vedi Legislazione Europea - le quali in nessuna parte obbligano ad indicare nel testo di legge i contratti autonomi di lavoro - ndr).

            La senatrice BOLDI (LP)  osserva come le modifiche apportate dalla Camera siano di rilevanza tutt’altro che marginale, per cui si pone l’esigenza di disporre della possibilità di dedicare loro una valutazione sufficientemente accurata.

            Il presidente TOMASSINI, dopo aver rilevato che nessun Gruppo si è espresso in senso contrario alla prosecuzione dell'esame in sede deliberante, dichiara che la ripresa della discussione sul disegno di legge n. 404-B avrà luogo dopo che saranno pervenuti i pareri prescritti. Condivide, peraltro, quanto già osservato in  merito alla notevole rilevanza delle modifiche apportate dall’altro ramo del Parlamento e sulla conseguente necessità di un’adeguata riflessione.

 

            Il seguito della discussione viene quindi rinviato.

 

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