Anticolesterolo Crestor, nuova pubblicità falsa e ingannevole

Adolfo Stella
Da RSINEWS

La FDA censura per la seconda volta in quattro mesi la casa farmaceutica AstraZeneca. Intanto, Public Citizen pubblica nuovi dati sui rischi del farmaco, che la compagnia contesta.

 
 
Data di pubblicazione:
14/03/2005
Altri links in rete:
- Lettera FDA ad AstraZeneca su pubblicità
- La pubblicità contestata
- Lettera Public Citizen a FDA
- Articolo Reuters
- Comunicato FDA su Crestor del 2 marzo
 
La Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha inviato una lettera alla casa farmaceutica AstraZeneca, produttrice dell’anticolesterolo Crestor, ordinando la cessazione di una pubblicità del farmaco, giudicata falsa e ingannevole.

La pubblicità, diffusa su tv e giornali negli Usa - il solo Paese, insieme alla Nuova Zelanda, in cui è consentita la pubblicità dei farmaci direttamente al consumatore - comparava il Crestor con tre altri farmaci anticolesterolo - il Lipitor, prodotto da Pfizer, lo Zocor, prodotto da Merck, e il Pravachol, prodotto da Bristol-Myers Squibb - sostenendone la miglior efficacia.

La FDA contesta ad AstraZeneca di aver scelto solo alcuni dati, omettendone altri, da uno studio che compara l’efficacia dei diversi farmaci anticolesterolo in commercio.

Lo studio in questione, chiamato STELLAR, indica una superiore efficacia del Crestor rispetto ad altre statine ma, rispetto al Lipitor, la differenza non risulta statisticamente significativa. Per questo, nella sua lettera ad AstraZeneca, la FDA afferma che “la vostra suggestione che il Crestor sia superiore al Lipitor è ingannevole”.

La FDA osserva che, nello studio a cui AstraZeneca si riferisce, l’efficacia della dose massima di Crestor, 40 mg, risulta simile a quella di 80 mg di Lipitor.

Il Lipitor è l’anticolesterolo più prescritto negli Usa e nel 2004 le sue vendite a livello mondiale sono state pari a 10 miliardi di dollari, contro i 908 milioni del Crestor, lanciato nel 2003 e condizionato da ripetute polemiche sulla sua sicurezza.

E’ la seconda volta in quattro mesi che la FDA condanna una pubblicità del Crestor. In dicembre la contestazione verteva sulla minimizzazione dei rischi associati al farmaco, in quanto si suggeriva “che esso sia più sicuro di quanto dimostrato da solide evidenze o da solide esperienze cliniche”.

In particolare, osservava la FDA, si lasciava intendere che il Crestor sia sicuro, quanto le altre statine in commercio, a qualsiasi dose, mentre vi sono evidenze di rischio di miopatia, cioè di malattie muscolari, alla dose di 40 mg.

L’Agenzia di controllo contestava anche la parte della pubblicità intitolata “La FDA ha fiducia nella sicurezza ed efficacia del Crestor”, perché suggeriva “ingannevolmente che l’Agenzia non ritiene che il Crestor ponga problemi di sicurezza”.

Intanto, si riaccende la polemica sulla sicurezza del Crestor. In una lettera inviata il 10 marzo al commissario della FDA, Lester Crawford, l’associazione Public Citizen, rinnova la richiesta di ritiro dal mercato del farmaco “prima che faccia ulteriori danni ai pazienti”, allegando nuovi dati sul suo rischio di rabdomiolisi, consistente nella necrosi delle cellule muscolari e loro rilascio in circolo, con gravi conseguenze a livello renale e cardiaco.

I dati di Public Citizen sono tesi a contestare l’affermazione diffusa il 2 marzo dalla FDA, secondo cui il rischio della rosuvastatina, contenuta nel Crestor, non è superiore a quello delle altre statine in commercio, se il farmaco viene assunto alle dosi raccomandate.

L’associazione dei consumatori americana analizza gli ultimi dati disponibili sui casi di rabdomiolisi riferiti al Crestor, comparandoli con quelli di tutte le altre statine in commercio, sulla base del numero di prescrizioni dei diversi farmaci. I dati si riferiscono al periodo 1° ottobre 2003 – 30 settembre 2004.

Secondo i dati di Public Citizen, la media dei casi di rabdomiolisi segnalati alla FDA per il Crestor (13,1 casi per milione di prescrizioni) è 6,2 volte più alta della media di tutte le altre statine messe assieme (2,1 casi per milione di prescrizioni).

In dettaglio, l’associazione dei consumatori statunitense osserva che la media dei casi riferiti al Crestor risulta maggiore di 21,8 volte rispetto al Pravachol, di 13,8 volte rispetto al Rescol, di 10,1 volte rispetto al Lipitor, di 6,6 volte rispetto al Mevacor, di 2,8 volte rispetto allo Zocor.

Al momento, AstraZeneca non ha commentato questi dati sul proprio sito. Secondo quanto riferito dall’agenzia Reuters, la portavoce di AstraZeneca, Kellie Caldwell, ha affermato che Public Citizen sta “allarmando i pazienti”, “basando le sue affermazioni su informazioni non scientifiche e su quella che noi giudichiamo un’analisi incompleta dei dati”.

 

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