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Francesco
Lupinacci, calabrese, si è laureato in
Scienze Biologiche che diviene il media più diffuso a livello nazionale della cronaca degli avvenimenti del settore stesso e memoria storica dei problemi e delle lotte professionali vissute quotidianamente dagli Informatori. Collabora con le maggiori associazioni mediche della Calabria FIMMG e SIMG e con L'OMCEO provinciale di Catanzaro, dei quali è autore e curatore dei rispettivi siti Internet. Nel 2001 e nel 2004 è chiamato a tenere due seminari sull'informazione del farmaco dalle Università di Camerino e Palermo. Dal 2002 al 2004 e nel 2006 svolge incarichi di docenza presso la scuola regionale di formazione dei Medici di Medicina Generale ed in convegni ECM , sugli aspetti informatici della professione medica. Il 19 giugno 2004 viene iscritto negli elenchi speciali dell'Ordine dei Giornalisti Italiani. Il 30 giugno 2004, lascia l'attività di Informatore del farmaco per dedicarsi, come impresa individuale, alla rivista
ed alla diffusione della cultura della legalità nel settore dell'informazione scientifica del farmaco. Negli anni accademici 2005-2006 e 2006/2007 lavora come docente di informatica a contratto nei corsi di laurea della facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università "Magna Graecia" di Catanzaro. |
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LE MOTIVAZIONI CULTURALI DELL'AUTORE POSSONO ESSERE RIASSUNTE IN QUESTO SCRITTO DI EDITH STEIN |
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Quando l'intelletto osa raggiungere il suo limite, trova allora i propri confini. Parte alla ricerca della verità suprema ed ultima e scopre che tutto il nostro sapere è frammentario. L'orgoglio allora si spezza e due sono le alternative: o si capovolge in disperazione, oppure si inchina con venerazione davanti alla verità impenetrabile e accetta umilmente con fede ciò che la naturale attività intellettiva non può conquistare. Allora l'intellettuale, alla luce della verità eterna, comprende il giusto atteggiamento nei confronti del proprio intelletto. Comprende che le verità supreme ed ultime non possono venire svelate dall'intelletto umano e che nelle questioni più essenziali e di conseguenza nell'orientamento pratico della propria vita la persona più semplice, se è ispirata dalla grazia divina, può essere migliore del più grande scienziato. Dall'altra parte riconosce l'ambito legittimo dell'attività intellettuale e lì compie il suo lavoro, come il contadino considera il suo campo come qualcosa di buono ed utile, ma limitato nei suoi angusti confini come ogni altra opera umana. Chi ha capito questo, non tratterà più nessuno <<dall'alto in basso>>. Avrà quella umanità schietta e genuina, la modestia sincera e profonda, che supera ogni barriera con semplicità e naturalezza. Potrà parlare senza timore tra la gente la sua lingua intellettuale, perché questa gli sarà così naturale come alla gente la propria lingua e perché evidentemente non la considererà migliore. Potrà approfondire i suoi problemi intellettuali, visto che questo è in fondo il suo mestiere naturale: userà il suo intelletto come il falegname la mano e la pialla, e se potrà aiutare gli altri con il suo lavoro, sarà ben disposto a farlo. E come ogni lavoro onesto, compiuto secondo la volontà di Dio e per la sua gloria, anche questo tipo di lavoro può diventare uno strumento di santificazione. |
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dal 24 luglio 2006