| Gioco d’azzardo
indotto da farmaco, class action contro Boehringer e Pfizer |
| Sotto accusa il
Mirapex, per i disturbi del Parkinson |
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Il 5 maggio, Gerald Schick, un canadese di 56 anni, ha denunciato le
case farmaceutiche Boehringer Ingelheim e Pfizer, chiedendo la
certificazione del procedimento come class action, in relazione ai
rischi nascosti del Mirapex, un farmaco antagonista della dopamina,
indicato per la cura dei disturbi del morbo di Parkinson.
All’uomo fu diagnosticato il Parkinson nel 1996 e cominciò ad
assumere il Mirapex nel 1999, quando fu autorizzato in Canada, per
controllare il tremore, sviluppando poco dopo una tendenza
compulsiva ed ossessiva al gioco d’azzardo, che lo ha isolato dalla
famiglia e gli ha fatto perdere oltre 100.000 dollari, fino a dover
vendere la casa. Prima di assumere il farmaco aveva giocato solo
ogni tanto e solo piccole somme, non più di 100 dollari l’anno.
In seguito al suo comportamento, l’uomo ha sofferto di depressione,
ansia, sensi di colpa, rimorso, imbarazzo, umiliazione e
significativa perdita di reputazione sociale.
Solo nel dicembre 2004 l’uomo è venuto a conoscenza del possibile
nesso causale tra la sua ossessione per il gioco e l’assunzione di
Mirapex. Il mese successivo ha smesso di assumere il farmaco e la
compulsione al gioco d’azzardo è cessata.
Uno degli avvocati dell’uomo, Alan Farrer, dello studio legale
Thomson Rogers, ha dichiarato che il gioco d’azzardo è solo un
aspetto dei disturbi ossessivo-compulsivi legati al Mirapex. Nella
denuncia si afferma che le due case farmaceutiche hanno
commercializzato aggressivamente il farmaco, conoscendo e
nascondendo questi rischi e quelli d’instabilità mentale.
Nell’agosto 2003 la rivista Neurology pubblicò uno studio del Dr.
Marck Stacy ed altri ricercatori del Muhammad Ali Parkinson Research
Center di Phoenix in Arizona, intitolato “Pathological gambling
associated with dopamine agonist therapy in Parkinson’s disease”.
Lo studio riguardava 1.884 pazienti affetti da Parkinson, di cui 529
assumevano Mirapex. Otto di questi ultimi avevano sviluppato
l’ossessione del gioco d’azzardo, contro un solo caso nel restante
campione, con ingenti perdite finanziarie, divorzi, perdita di
rapporti con familiari e amici, del lavoro, della reputazione, e un
caso di suicidio.
Lo studio, che fu ripreso dai media, fu la prima occasione per
coloro che assumevano il Mirapex, di conoscere questo rischio del
farmaco, si legge nella denuncia.
La richiesta di class action, che dovrà essere approvata da un
giudice, chiede 50 milioni di dollari di danni punitivi per le due
case farmaceutiche, oltre a tre milioni di dollari di risarcimento
danni per ogni richiedente e al rimborso delle perdite subite al
gioco. Secondo gli avvocati, sono cento o più i canadesi che hanno
sofferto di simili esperienze.
Solo lo scorso dicembre Boehringer Ingelheim ha chiesto a Health
Canada, l’ente di controllo canadese, di riesaminare i dati e
aggiornare le informazioni sugli effetti collaterali del Mirapex,
includendovi la tendenza compulsava al gioco d’azzardo.
L’anno scorso, in Canada, sono state fatte 142.032 prescrizioni di
Mirapex, il terzo farmaco più venduto per il Parkinson. Il Mirapex è
venduto in oltre 70 Paesi nel mondo, tra cui l’Italia, con il nome
di Mirapexin. Dal gennaio 2004, il farmaco è commercializzato solo
da Boehringer Ingelheim.
La class action canadese ricalca quella avviata negli Stati Uniti lo
scorso settembre da Joe Neglia, un uomo di 53 anni, a cui il
Parkinson fu diagnosticato nel 1994 e che iniziò ad utilizzare il
Mirapex nel 1998, sviluppando alcuni comportamenti
ossessivo-compulsivi che non aveva in precedenza, come il mangiare
voracemente e in continuazione, e il gioco d’azzardo.
Neglia venne a conoscenza del possibile legame del Mirapex con
questi comportamenti attraverso Internet, nell’agosto 2003, dopo la
pubblicazione dello studio del Dr. Stacy |
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