Gioco d’azzardo indotto da farmaco, class action contro Boehringer e Pfizer

Da www.rsinews.it

Gioco d’azzardo indotto da farmaco, class action contro Boehringer e Pfizer
Sotto accusa il Mirapex, per i disturbi del Parkinson
 
 
Data di pubblicazione:
11/05/2005
Altri links in rete:
- La denuncia canadese
- Intervista a Marck Stacy
- Foglio informativo
- Forum su Mirapex e gioco d’azzardo
 
Il 5 maggio, Gerald Schick, un canadese di 56 anni, ha denunciato le case farmaceutiche Boehringer Ingelheim e Pfizer, chiedendo la certificazione del procedimento come class action, in relazione ai rischi nascosti del Mirapex, un farmaco antagonista della dopamina, indicato per la cura dei disturbi del morbo di Parkinson.

All’uomo fu diagnosticato il Parkinson nel 1996 e cominciò ad assumere il Mirapex nel 1999, quando fu autorizzato in Canada, per controllare il tremore, sviluppando poco dopo una tendenza compulsiva ed ossessiva al gioco d’azzardo, che lo ha isolato dalla famiglia e gli ha fatto perdere oltre 100.000 dollari, fino a dover vendere la casa. Prima di assumere il farmaco aveva giocato solo ogni tanto e solo piccole somme, non più di 100 dollari l’anno.

In seguito al suo comportamento, l’uomo ha sofferto di depressione, ansia, sensi di colpa, rimorso, imbarazzo, umiliazione e significativa perdita di reputazione sociale.

Solo nel dicembre 2004 l’uomo è venuto a conoscenza del possibile nesso causale tra la sua ossessione per il gioco e l’assunzione di Mirapex. Il mese successivo ha smesso di assumere il farmaco e la compulsione al gioco d’azzardo è cessata.

Uno degli avvocati dell’uomo, Alan Farrer, dello studio legale Thomson Rogers, ha dichiarato che il gioco d’azzardo è solo un aspetto dei disturbi ossessivo-compulsivi legati al Mirapex. Nella denuncia si afferma che le due case farmaceutiche hanno commercializzato aggressivamente il farmaco, conoscendo e nascondendo questi rischi e quelli d’instabilità mentale.

Nell’agosto 2003 la rivista Neurology pubblicò uno studio del Dr. Marck Stacy ed altri ricercatori del Muhammad Ali Parkinson Research Center di Phoenix in Arizona, intitolato “Pathological gambling associated with dopamine agonist therapy in Parkinson’s disease”.

Lo studio riguardava 1.884 pazienti affetti da Parkinson, di cui 529 assumevano Mirapex. Otto di questi ultimi avevano sviluppato l’ossessione del gioco d’azzardo, contro un solo caso nel restante campione, con ingenti perdite finanziarie, divorzi, perdita di rapporti con familiari e amici, del lavoro, della reputazione, e un caso di suicidio.

Lo studio, che fu ripreso dai media, fu la prima occasione per coloro che assumevano il Mirapex, di conoscere questo rischio del farmaco, si legge nella denuncia.

La richiesta di class action, che dovrà essere approvata da un giudice, chiede 50 milioni di dollari di danni punitivi per le due case farmaceutiche, oltre a tre milioni di dollari di risarcimento danni per ogni richiedente e al rimborso delle perdite subite al gioco. Secondo gli avvocati, sono cento o più i canadesi che hanno sofferto di simili esperienze.

Solo lo scorso dicembre Boehringer Ingelheim ha chiesto a Health Canada, l’ente di controllo canadese, di riesaminare i dati e aggiornare le informazioni sugli effetti collaterali del Mirapex, includendovi la tendenza compulsava al gioco d’azzardo.

L’anno scorso, in Canada, sono state fatte 142.032 prescrizioni di Mirapex, il terzo farmaco più venduto per il Parkinson. Il Mirapex è venduto in oltre 70 Paesi nel mondo, tra cui l’Italia, con il nome di Mirapexin. Dal gennaio 2004, il farmaco è commercializzato solo da Boehringer Ingelheim.

La class action canadese ricalca quella avviata negli Stati Uniti lo scorso settembre da Joe Neglia, un uomo di 53 anni, a cui il Parkinson fu diagnosticato nel 1994 e che iniziò ad utilizzare il Mirapex nel 1998, sviluppando alcuni comportamenti ossessivo-compulsivi che non aveva in precedenza, come il mangiare voracemente e in continuazione, e il gioco d’azzardo.

Neglia venne a conoscenza del possibile legame del Mirapex con questi comportamenti attraverso Internet, nell’agosto 2003, dopo la pubblicazione dello studio del Dr. Stacy 

 

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