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di:
Alessio Mannucci
Le multinazionali
farmaceutiche dominano il business più
redditizio al mondo: quello della
malattia. Grazie a un'ondata di fusioni
senza precedenti, dieci gruppi
farmaceutici si dividono oggi il 50% del
mercato mondiale dei medicinali (a
maggior beneficio dei loro azionisti).
Ogni volta che prendete una medicina
chiedetevi se fa più bene a voi o a
loro.

Mentre negli Stati
Uniti è annunciata l'uscita di “Sicko”,
il nuovo film-documentario di Michael
Moore contro l'industria farmaceutica
americana, “Big Pharma” (Come
l'industria farmaceutica controlla la
nostra salute, Einaudi, 2006) di Jacky
Law spiega in che modo l'insieme delle
multinazionali farmaceutiche più che
preoccuparsi della salute e del
benessere delle persone pensa a fare
soldi a palate.

Farmaci di marca e
farmaci generici. Farmaci che costano
una fortuna. Farmaci che cambiano nome e
curano patologie diverse, ma sono
esattamente gli stessi. Il Prozac, per
esempio, che - colorato di rosso e
lavanda - è diventato Sarafem, un
rimedio contro la sindrome premestruale
a un prezzo tre volte superiore.
Ricerche e sperimentazioni truccate,
sindromi inventate a tavolino come il
“disordine d'ansia sociale”, lo scandalo
dei farmaci anti-AIDS negati ai Paesi
del sud per non perderne il monopolio,
medici comprati con sovvenzioni da
favola, modifiche “cosmetiche” a farmaci
già esistenti, i cui effetti diventano
dubbi, se non addirittura pericolosi.
L'autrice svela un sistema in cui la
ricerca scientifica, ormai del tutto
corrotta, è entrata a far parte di una
gigantesca impresa economica, di stampo
mafioso, che induce il bisogno di
farmaci spesso inutili se non dannosi;
dove il costo delle medicine cresce
senza sosta; dove gli studi scientifici
sono manipolati, i ricercatori e le
autorità di controllo corrotti o
intimiditi. Con la connivenza di
moltissimi medici, profumatamente
ricompensati dal mostro Big Pharma, e
anche dei mass-media.

Quando Glaxo
SmithKline (GSK) è stata sottoposta, in
Italia, a una gigantesca inchiesta di
polizia che ha coinvolto ben 2.900
medici, a eccezione del British Medical
Journal (BMJ) e del Guardian di Londra
(13 febbraio 2003), su questo grande
scandalo si è scritto poco o niente.
Eppure, ben 37 impiegati di GSK Italia e
35 medici sono stati accusati di
corruzione; 80 informatori scientifici
denunciati per versamenti illegali a
favore di medici disposti a prescrivere
prodotti della casa piuttosto che gli
equivalenti generici. Nel corso
dell'inchiesta, la polizia ha scoperto
un complesso sistema informatico,
denominato Giove (Jupiter), che
permetteva ai rappresentanti commerciali
della ditta di controllare, attraverso
le ricette presentate in farmacia, le
prescrizioni dei medici che erano stati
pagati. Inoltre, secondo BMJ, 13.000 ore
di registrazioni telefoniche
dimostrerebbero molto chiaramente quanto
stretta fosse la relazione tra il numero
delle prescrizioni e la consistenza dei
regali ottenuti dai medici: visite
«mediche» al Gran premio di Montecarlo o
ai Caraibi, versamenti in contanti fino
a 1.500 euro, ecc.

Scandali simili sono
emersi negli Stati uniti e in Germania.
Nell'aprile 1993, la dottoressa Nancy
Olivieri, dell'Ospedale pediatrico di
Toronto, firma con la società Apotex
Research Inc. un protocollo di ricerca
su una nuova molecola, il deferiprone,
che potrebbe aiutare i pazienti colpiti
da talassemia (malattia del sangue
ereditaria) a evitare i problemi
cardiaci legati al sovraccarico di
ferro. A quel tempo, la dottoressa
Olivieri era ben lontana dal sospettare
che il suo «caso», otto anni dopo,
sarebbe stato oggetto di un rapporto
d'inchiesta di oltre 500 pagine. Due
anni dopo l'inizio della sperimentazione
terapeutica e la pubblicazione dei
primi, incoraggianti risultati, le nasce
il sospetto che il medicinale aggravi la
fibrosi epatica di alcuni suoi malati.
Decide allora di far firmare ai pazienti
una nuova lettera di consenso, affinché
siano informati dei rischi potenziali
legati a effetti secondari, e sottopone
la lettera ai suoi superiori.
Immediatamente, la casa farmaceutica
annulla il contratto (senza interrompere
le ricerche in corso in altri ospedali)
e minaccia di trascinarla in tribunale
se dovesse infrangere la clausola di
riservatezza che ha imprudentemente
firmato. Ignorando le pressioni, in nome
del proprio dovere verso i pazienti, il
medico presenta i risultati del suo
lavoro nel corso di un convegno. In sei
anni di noie giudiziarie e
professionali, sarà sostenuta soltanto
dall'Association Canadienne des
Professeur(e)s d'Université (ACPPU).

Grazie alla sua
tenacia, la dottoressa Olivieri alla
fine ha vinto la causa. Reintegrata in
servizio, e con una compensazione per
gli anni di ricerca perduti, ha anche
ottenuto l'annullamento da parte della
Commissione Europea dell'autorizzazione
alla vendita del Ferriprox, che contiene
il deferiprone, in nome del fatto che
nessuno studio scientifico ha finora
eliminato i timori da lei segnalati. La
vicenda della Olivieri viene raccontata
nel documentario “Dying for Drugs” di
Brian Woods, sugli esperimenti sanitari
illegali a danni di bambini poveri, e
nel libro “The Drug Trial” di Miriam
Schucman. Il Deferiprone oggi è
autorizzato in più di 24 paesi – inclusa
la Gran Bretagna – e l'Apotex insiste
sul fatto che sia un farmaco sicuro ed
efficace. L'azienda ha anche accusato la
Dott.ssa Olivieri di aver commesso
errori durante l'esperimento, che
avrebbero reso nulli i suoi risultati.

Tra lo stupore
generale, è stato Randall Tobias, l'ex
presidente di Ely Lilly - fortunato
produttore del Viagra - l'uomo scelto da
George Bush per gestire il fondo
americano per la lotta contro l'Aids (15
miliardi di dollari in cinque anni). «I
suoi rapporti con l'industria
farmaceutica hanno suscitato forti
perplessità: Tobias s'impegnerà a
garantire l'accesso a medicinali
generici a basso costo - si chiede, nel
suo editoriale del 12 luglio 2003, The
Lancet, uno dei più importanti giornali
di ricerca medica - o comprerà versioni
sotto brevetto, proteggendo così gli
interessi delle industrie americane ?».
Secondo un articolo del New York Times,
George W. Bush fermerà tutte le cause
legali contro le case farmaceutiche
sostenendo che i consumatori non possono
incriminare un “prodotto” che è stato
approvato dall'FDA. Bush sostiene che
tutte queste cause possono rovinare
l'economia.
Il formidabile braccio di ferro
commerciale sui brevetti farmaceutici,
che oppone da molti anni alcuni paesi
del Sud alla triade Stati uniti-Unione
Europea-Giappone (l'88% del consumo
totale di medicinali nel mondo), è
finito, alla vigilia della riunione
dell'Organizzazione Mondiale del
Commercio a Cancun, con la vittoria
delle «Big Pharma», guidate dalla ditta
americana Pfizer: la marea di
limitazioni imposta al commercio dei
generici garantisce loro uno stretto
controllo su questo mercato. Bombardati
da slogan che assimilano «ricerca» e
«vita», raramente ci si interroga sul
legame reale tra i bisogni sociali
relativi alla salute e le priorità di
sviluppo di questo o quel nuovo
medicinale. Quante e quali ricerche,
indispensabili alla vita, ma che non
dispongono a valle di un «mercato»
sufficiente, sono sacrificate all'orgia
di spese di promozione per i «blockbuster»,
cioè i medicinali il cui giro d'affari
supera il miliardo di euro ?
I principali responsabili di questa
deriva sono i poteri pubblici che
formano i medici per poi abbandonarli a
un lavoro spesso solitario, senza mezzi
indipendenti per aggiornare le loro
conoscenze. Va detto però che si
scontrano con una lobby molto
organizzata, che non esita a utilizzare
l'intimidazione e il ricatto (nell'uso o
nell'immissione sul mercato delle novità
terapeutiche). Il paziente, da parte
sua, non dispone di alcun mezzo per
farsi un'opinione informata (al di fuori
della pubblicità). L'eventuale
legalizzazione, da parte dell'Unione
Europea, della pubblicità diretta nei
confronti del pubblico, rischia di fare
aumentare ancora di più la confusione.
ll “Texas Medication Algorithm Project”
(TMAP), recentemente annunciato dall'Aministrazione
Bush, è stato dettato dall'operato di un
gruppo di esperti che hanno preso soldi
dall'industria farmaceutica. Il fatto è
stato denunciato da Allen Jones tramite
un documento che e' stato pubblicato
dalla “Law Project for Psichiatric
Rights”, un'organizzazione no-profit.
Allen Jones è stato ovviamente
licenziato. Stessa sorte per il Dr.
Stefan Kruzewski, psichiatra, licenziato
per aver denunciato “dubbie pratiche”
per la prescrizione degli psicofarmaci e
l'incorrettezza di alcune diciture
riportate sulle etichette. In
Inghilterra, il governo starebbe
studiando un programma di vaccinazione
dei bimbi contro la dipendenza da droghe
e fumo, con annessa schedatura. Un vero
e proprio piani di marketing per
espandere i guadagni dell'industria
farmaceutica. Ma come mai si spendono
milioni per le “campagne anti-fumo”
quando è risaputo che l'incredibile
aumento di tumori di questi ultimi
decenni non ha nulla a che vedere con il
tabacco quanto piuttosto con l'aria
malsana che respiriamo ?

Un altro clamoroso
caso di corruzione farmaceutica sono le
“Nuove Guide per la lotta al
colesterolo”. I nuovi standard sono
stati stabiliti da una commissione di
nove esperti. Otto di questi nove
esperti hanno preso soldi da diverse
case farmaceutiche che producono farmaci
anti-colesterolo. Il fatto è stato
confermato da una fonte governativa
americana. Le recenti ammissioni delle
connessioni tra il Thimerosal e
l'autismo, gli antidepressivi e il
suicidio, le continue accuse verso le
case farmaceutiche di nascondere gli
studi che dimostrano l'inefficacia dei
loro prodotti e i relativi effetti
collaterali stanno mettendo in
difficoltà alcune multinazionali.
Nell'aprile del 2004, uno studio della
Silver Spring University ha dimostrato
la connessione tra il Thimerosal e i
danni neurologici. Nel maggio dello
stesso anno, la rivista del Comitato di
Sicurezza della Vaccinazione, facente
parte dell'IOM (Institute of Medicine)
documenta in un altro studio scientifico
il nesso di causalità tra i vaccini che
contengono mercurio e l'insorgenza
dell'autismo.
Ma la politica è sempre pronta ad
intervenire.Durante l'approvazione delle
leggi sulla sicurezza interna (Patrioct
Act), l'amministrazione Bushh ha
inserito una clausola che scagiona le
cause farmaceutiche da possibili cause
contro gli effetti collaterali del
Thimerosal contenuto nelle vaccinazioni.
In America del nord, il Thimerosal è
stato rimosso dai vaccini destinati ai
bambini già da diversi anni, ma l'OMS
non ne sconsiglia l'uso ed in Italia
viene ancora usato.
APPENDICE (Gli 11
COLOSSI di BIG PHARMA)
PFIZER - La
multinazionale USA ricava l'86% del suo
giro d'affari dai farmaci (suo è il
Viagra), ma è presente anche nella
salute animale (6,3 miliardi di dollari
sulle vendite totali di 52,51 miliardi
nel 2004). Un quinto dell'attività viene
dall'anticolesterolo Lipitor, il cui
brevetto è contestato dai produttori di
generici. Il suo antinfiammatorio
Celebrex ha le stesse caratteristiche
del Vioxx (Merck), ma non è stato
ritirato dal mercato.
NOVARTIS - I farmaci sono al
primo posto (oltre il 60% del giro
d'affari nel 2004) del gruppo svizzero,
che punta anche sui generici (con la
filiale Sandoz), sui farmaci veterinari,
sul settore della nutrizione e sui
medicinali da banco (il 7%
dell'attività). L'antinfiammatorio
Prestige, stessa classe terapeutica del
Vioxx (Merck), è sotto accusa per aver
causato problemi cardiaci. L'indice di
borsa di Novartis è in ascesa.
ASTRAZENECA - Il laboratorio
anglo-svizzero ha il 97%o dei ricavi dal
settore medico, e una posizione di primo
piano nei settori cardiovascolare,
respiratorio e gastroenterologico, in
oncologia e anestesia. Il Mopral
(antiulcera), brevetto scaduto nel 2004,
è stato uno dei farmaci più venduti al
mondo. Ma il gruppo è in crisi: il
Crestor (anticolesterolo) avrebbe
causato morti. Il nuovo anticancro
Iressa non darebbe i benefici sperati.
Il titolo in borsa è sceso.
JOHNSON & JOHNSON - Creato nel
1885, il gruppo USA ha tre poli:
farmacia e biotecnologie, con molecole
per cancro e anemia, epilessia, malattie
psichiche; parafarmacia; e una divisione
per lenti a contatto, strumenti
chirurgici e cardiovascolari. L'acquisto
della Guidant, leader di apparecchi
cardiaci e vascolari, diluisce il peso
della farmacia ancorando il gruppo in un
settore esteso come quello della salute.
ROCHE - Per il colosso svizzero,
il 27% dei ricavi viene da un'attività
non medica (diagnostica). È uno dei
laboratori che investe di più nelle
biotecnologie: nel 1990 ha preso il
controllo di Genentech, di Pcr
Technology nel '91, di Böhringer
Mannheim nel '98, di Chugai nel 2002. Il
40% delle vendite viene da 13 molecole
ottenute con biotecnologie. Il
Roaccutane è stato accusato di provocare
turbe del comportamento.
SANOFI-AVENTIS - L'obiettivo è la
fusione fra i gruppi francesi
Sanofi-Synthélabo e Aventis. La società,
che realizza il 95% del suo giro
d'affari con i farmaci senza
prescrizione, tenta di diversificarsi
con i generici, con il marchio Winthrop.
Sanofi-Aventis ha un portafoglio di
2.650 farmaci, il doppio di Pfizer: nel
gruppo americano l'80% delle vendite
viene da una ventina di prodotti, Sanofi
arriva a questa percentuale con 64
farmaci.
GLAXO-SMITHKLINE - Per il gruppo
inglese l'85% del ricavo viene dai
farmaci e vaccini. Benché abbia molte
molecole in via di sviluppo (quasi 90),
i farmaci che potrebbero rilanciarne
l'attività e sventare la minaccia dei
generici tardano ad arrivare. Si prevede
una crescita lenta fino al 2007, seguita
da un boom. Il gruppo ha fatto
investimenti notevoli nel settore
ricerca e sviluppo, per automatizzarlo
il più possibile riducendo i ritardi
nella creazione di nuovi medicinali.
MERCK - Dopo il ritiro del Vioxx,
che avrebbe causato circa 100 mila
eventi cardiovascolari, Merck potrebbe
affrontare 575 processi. Gli insuccessi
si accumulano: un tribunale USA ha
deciso che i brevetti del Fosamax
(antiosteoporosi) scadranno nel 2008,
dieci anni prima del previsto. Il
farmaco principe resta l'anticolesterolo
Zocor, anche se le vendite dono calate
del 5% nel 2004.
BRISTOL–MYERS SQUIBB - L'82% dei
profitti del gruppo americano viene dai
farmaci. Nel 2001 ha acquistato la
filiale farmaceutica di DuPont.
L'azienda ha ceduto i suoi farmaci da
banco per concentrarsi sulla ricerca
contro Alzheimer, diabete e obesità. Un
forte investimento nella società
biotecnologica Imclone le ha procurato
problemi con le autorità americane. BMS
commercializza negli USA il Plavix, uno
dei farmaci di punta di Sanofi-Aventis.
BAYER - Il gruppo tedesco che ha
creato l'aspirina ha ridotto la sua
posizione nel settore farmaceutico, che
rappresenta solo il 37% di un'attività
molto diversificata. Ha acquistato, nel
2004, la divisione farmaci da banco di
Roche e oggi è uno dei protagonisti di
questo mercato: il 25% della sua
attività. Colpito, nel 2001, dal ritiro
dell'anticolesterolo Baycol, sospettato
di aver causato morti, non ha ancora
finito di indennizzare le vittime o i
loro familiari.
ABBOT - Il gruppo americano è
presente su cinque segmenti di prodotti:
farmaci (oltre il 50% del giro
d'affari), diagnostica, prodotti tecnici
per ospedali, pediatrici e nutrizionali.
Il Meridia, antiobesità, è stato messo
sotto accusa da David Graham della FDA.
In compenso, l'Humira, contro i dolori
artritici, ha approfittato del ritiro
del Vioxx.
Fonti:
monde diplomatique, unità online,
mednat.org / novembre 2006
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