Organo culturale sull'informazione scientifica del farmaco

 
L'assessore Rossi sapeva da luglio 2007 degli sconti all'80% sui farmaci generici
E’ necessario ritornare alla ragionevolezza delle parti. Bisogna porre termine alla utilizzazione degli ISF come reti di replicanti. Non é certo con il licenziamento o la dequalificazione  degli ISF che la farmaceutica esce dalla crisi.

federisf

 

Il settore farmaceutico, ormai da qualche tempo, attraversa una fase di fibrillazione che ne mette in evidenza solo  gli aspetti meno nobili, che pure non mancano , ma che dagli articoli di stampa, che troppo frequentemente compaiono,  appaiono maggiori di quelli che, in effetti, risultano essere e ciò a causa della enfatizzazione e della amplificazione che molti strumentalmente esercitano su fatti certamente discutibili.

 

E’ giusto che notizie che riguardano la salute pubblica ricevano maggiore attenzione di notizie che riguardano sfere diverse; tuttavia, anche nell’ambito della sanità , in settori ove l’eventuale danno alla salute é immediato ed anche più grave, esiste una diversa sensibilità all’evento dannoso e si tende a trattare i problemi, come é giusto che sia, con maggiore serenità, con minori pregiudizi e, sopratutto, con minore acredine.

 

La stessa gestione del ciclo delle acque, dello smaltimento dei rifiuti, degli OGM, dell’inquinamento ambientale, delle sofisticazioni alimentari , pur avendo  ricadute pesanti sulla salute delle popolazioni sono argomenti oggetto di confronti continui e che diventano oggetto di scandalo solo quando raggiungono eccessi insopportabili.

 

La farmaceutica é citata quasi esclusivamente per gli scandali  e le malversazioni che le vengono attribuite, con livelli di indignazione sproporzionate agli eventi e con una presunzione di colpevolezza inaccettabile in uno stato di diritto.

 

Questa critica aspra e senza concessione di attenuanti si é sviluppata fuori dal nostro paese e ha attecchito anche da noi a causa di una sottovalutazione dei managers  del settore, i quali  hanno voluto ignorare  importanti segnali che avevano messo in evidenza aree critiche, che meritavano comportamenti maggiormente responsabili.

 

Assistere oggi ad attacchi incrociati tra Farmindustria, l’associazione dei generici, l’associazione dei grossisti, Federfarma, le Coop, gli ISF, le OOSS, l’AIFA, la Conferenza delle Regioni, le singole Regioni, il Ministero della Salute ed il Ministero delle Attività Produttive, insomma, uno scontro di tutti contro tutti, evidenzia uno stato di confusione  generale nel quale le responsabilità sono da attribuire  in funzione del peso, del tipo di organizzazione e anche delle risorse di cui ogni associazione, istituzione o ente dispone.

 

L’AIFA, le Regioni e i Ministeri coinvolti , in qualità di organi di indirizzo e di controllo hanno permesso o quanto meno non hanno evitato che il farmaco diventasse un bene di consumo ed, in certi casi, fosse considerato solo un capitolo di spesa, invece che una soluzione terapeutica il più delle volte insostituibile ed indispensabile.

 

Non é certamente accettabile che l’Assessore Regionale  alla Salute della Toscana  Rossi ed assessore di riferimento nella Conferenza delle Regioni sollevi una tempesta in un bicchiere d’acqua, denunciando gli sconti dell’ 80 % praticato da molti produttori di farmaci Equivalenti ai farmacisti, attribuendo a tali politiche commerciali “spregiudicate” una responsabilità reciproca dei soli contraenti.

 

A tale proposito, infatti, collaboratori diretti dell’Assessore Rossi sono stati informati di questi prezzi stralciati proprio dalla delegazione Federisf che ha incontrato nel mese di luglio 2007, per cui non si capisce lo stupore dell’Assessore Rossi ed ancor meno si comprende perché ha impiegato un anno per denunciare comportamenti valutati tanto dannosi per la spesa farmaceutica.

 

Il coordinatore degli Assessori Regionali alla Salute, insieme ai suoi collaboratori esperti di  farmaceutica, dimostrando scarsa attenzione alle finalità che la legge 326/03  si poneva, hanno licenziato linee guida regionali di regolamentazione dell’informazione scientifica sui farmaci, modificando quando già emanato dalla d.ssa Giocomazzi, coordinatrice di un gruppo di responsabili regionali del servizio farmaceutico, che avevano bel lavorato e che rendevano meno realizzabili le iniziative commerciali delle aziende farmaceutiche.

 

Tali nuove linee guida indicate dall’Assessore Rossi e svuotate di ogni significato proprio dai suoi collaboratori non hanno prodotto alcun contenimento della spesa farmaceutica e , nemmeno dove sono state emanate, sono state rese effettive.

 

 Sono invece servite, così come avevamo preannunciato ai collaboratori dell’Assessore Rossi che hanno appreso la notizia con evidente disinteresse, solo a fornire alibi a talune aziende farmaceutiche che hanno operato tagli occupazionali altrimenti non giustificabili ed azioni commerciali sfrenate.

 

Inoltre, non sono comprensibili le ragioni per le quali l’Assessore Rossi non é intervenuto , come avrebbe potuto e forse anche dovuto ,attraverso i rappresentanti delle regioni nell’AIFA per richiedere l’abbassamento del prezzo dei farmaci alle aziende che si possono permettere di praticare l’80 % di sconto ed abbia invece preferito affidarsi ad una denuncia tardiva, poco credibile e sopratutto non adeguata alle importanti funzioni che l’ente é chiamato a svolgere.

 

In questo scontro senza regole  le associazioni industriali hanno contribuito ad esacerbare gli animi e hanno facilitato il compito a quanti, dall’esterno, hanno interesse a sminuire la funzione dell’assistenza farmaceutica e del ricorso al farmaco, perché parte di un sistema non orientato alla salvaguardia della salute del cittadino, non essenziale per il sistema Sanitario Nazionale, poco credibile perché solo commerciale.

 

Lo stesso vale per le specialità che hanno dimezzato il loro prezzo per reggere il confronto con i generici, evidenziando con ciò che il prezzo del farmaco non é amministrato o comunque stabilito sulla base di una analisi dei costi, ma é stabilito dalle aziende, che per convenienze di marcato lo modificano a loro piacimento.

 

Un chiaro esempio di confronto – scontro all’interno del settore lo abbiamo avuto in occasione della citata denuncia dell’Assessore Rossi, riguardante l’eccessivo sconto praticato dalle aziende che commercializzano i farmaci equivalenti alle farmacie private.

Lo scontro in atto tra Farmindustria e Assogenerici é la prova che non c’é dialogo tra i principali attori del settore e che la tutela  dei singoli interessi è più importante degli interessi di quanti operano nella farmaceutica e degli stessi associati alle associazioni medesime.

 

Non basta avere validi motivi (che certamente avranno sia Farmindustria e sia Assogenerici) da far valere per giustificare lotte senza quartiere, nelle quali non ci sono limiti ai colpi bassi, al punto da scegliere di danneggiare l’intero settore pur di affermare, in un fatto episodico, le proprie ragioni.

 

Federisf non é stata mai tenera o indulgente nei riguardi di Farmindustria e ha più volte attribuito ad essa gravi responsabilità nella gestione dell’informazione scientifica sui farmaci, nei rapporti con gli ISF e nell’uso disinvolto della legge 30; tuttavia, ha sempre distinto (e continuerà a farlo) il diverso modo di fare impresa tra gli associati di Farmindustria.

 

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