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Cellulari o libri ai medici? Scoperti i nomi degli informatori coinvolti

http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/genova/2008/06/28/1101595510261-Clu--conti-da-bocciare.shtml

«Clu, conti da bocciare»

28 giugno 2008
 
Marco Menduni
 
 

Il collegio dei sindaci boccia il bilancio della Clu, la storica cooperativa libraria studentesca alla quale, dal 1960, ha aderito più di mezzo milione di studenti dell’Ateneo. Le parole sono garbate, la sentenza chiara: «Il collegio sindacale non è in grado di esprimere parere favorevole all’approvazione del bilancio d’esercizio chiuso al 31 dicembre 2007, che evidenzia una perdita d’esercizio pari a 578 mila euro».

È il nuovo tassello della vicenda che vede la Clu nel mirino della guardia di Finanza per una serie di operazioni con le cause farmaceutiche e i loro informatori scientifici, i rappresentanti dei medicinali. Operazioni (tv, lettori dvd, frigoriferi e telefonini usciti dai magazzini della cooperativa al posto dei libri) che hanno portato anche alla denuncia di Gianluigi Blengino, presidente del cda, per false fatturazioni.

Il fascicolo è sulla scrivania del pm Marco Airoldi mentre le Fiamme Gialle, che dal 19 maggio hanno anche il mandato di indagare con la qualifica di polizia giudiziaria, proseguono le loro verifiche.

La bocciatura
Ma ora sulla Clu arriva questa nuova tegola. Il collegio (presieduto da Giselda Criscuoli e composto da Barbara Pedemonte ed Emanuela Gasparini) ha inviato la sua relazione, che da ieri pomeriggio è anche esposta nei punti vendita della Clu. Tutto avviene mentre si va a tappe forzate (data prevista il prossimo 30) verso l’assemblea dei soci.

I sindaci non esprimono un parere netto sulle questioni al vaglio della guardia di Finanza, anche perché «il consiglio di amministrazione non è stato in grado di fornire allo stato attuale esaurienti spiegazioni».

Ma punta il dito sullo stato patrimoniale, con una perdita d’esercizio di 578.992 euro e sul conto economico. Di più: «Il collegio sindacale rileva che i consigli di amministrazione, forse perché poco frequenti, non hanno adeguatamente informato il collegio stesso sui fatti di rilievo accaduti durante l’esercizio». Anche le denunce dell’ispettorato del lavoro per personale non in regola nel punto vendita di Firenze (l’episodio che ha poi innescato la verifica della Finanza) sono state a lungo taciute: «Solo nel 2008 abbiamo appreso delle denunce giunte nel 2007».

Riaffiora anche il caso di una fattura contestata. È quella inviata dalla casa editrice Ecig alla Clu, giustificata con il pagamento dei diritti di autore. Ma anche la Ecig fa capo a Gianluigi Blengino. Così i sindaci spiegano: «La perdita è gravata del costo di 107 mila euro. Il collegio contesta l’inerenza di tale costo non essendo riconducibile all’attività della Clu». Ancora una considerazione secca: «Il collegio, pur tenendo in debito conto lo scopo mutualistico della cooperativa, che si realizza attraverso migliori condizioni di acquisto per i soci, raccomanda di mantenere il rapporto tra i costi e i ricavi della produzione in percentuali tali da consentire margini operativi in pareggio. Si nota invece che il margine operativo è negativo è aumentato dal 2006 al 2007 di ben sei punti percentuali».

L’inchiesta
Questa è la novità di cronaca più recente. Ma nel frattempo stanno proseguendo le indagini della Finanza.
Gli investigatori sono vicini a comprendere quale fosse il meccanismo con cui venivano immagazzinate le generalità degli informatori scientifici. Una sigla in cui tre lettere corrispondono al nominativo del rappresentante, le altre due a una sigla con cui viene indicata la casa farmaceutica. I nominativi degli informatori scientifici, quelli in particolare che hanno ritirato materiali ben diversi dai volumi scientifici e di aggiornamento professionale, sono stati individuati. verranno interrogati nelle prossime settimane.

C’era poi un complesso meccanismo per il quale veniva accreditato («in un apposito partitario con la causale ZX») una cifra per l’acquisto di libri da parte della casa farmaceutica. C’era poi l’elenco del materiale effettivamente consegnato («scaricato con la casuale ZW»), che corrispondeva invece «a elettrodomestici o prodotti informatici».

Ricordiamo: l’ipotesi della Finanza è che questo sistema permettesse ai rappresenti di ottenere articoli da regalare ai medici “clienti”, eludendo l’Iva e soprattutto la legge del 2002 introdotta per arginare il fenomeno del comparaggio. Che è la pratica attraverso la quale, con regalini e altre donazioni, si ottiene la prescrizione di determinati farmaci o di strumentazione diagnostica. Insomma: le case farmaceutiche non ritiravano libri, come in realtà avevano ordinato e pagato in anticipo, ma oggettini forse più graditi come cadeaux.

Sono arrivati anche i primi riscontri alla richiesta di documentazione inoltrata dalla Finanza alle banche. E l’esame è appena iniziato. «Si evidenzia - scrivono le Fiamme Gialle - che, da un primo esame, gli accertamenti bancari richiesti con riferimento ai conti personali del signor Blengino sono presumibilmente riconducibili all’attività esercitata nella cooperativa». Gli accertamenti proseguiranno «in contraddittorio con la parte». Blengino dovrà quindi spiegare i movimenti economici non solo sui conti della Clu, la cooperativa universitaria, ma anche sui propri.

 

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