Il
collegio dei sindaci boccia il bilancio della Clu, la
storica cooperativa libraria studentesca alla quale, dal
1960, ha aderito più di mezzo milione di studenti
dell’Ateneo. Le parole sono garbate, la sentenza chiara:
«Il collegio sindacale non è in grado di esprimere
parere favorevole all’approvazione del bilancio
d’esercizio chiuso al 31 dicembre 2007, che evidenzia
una perdita d’esercizio pari a 578 mila euro».
È il nuovo tassello della vicenda che vede
la Clu nel mirino della
guardia di Finanza per una serie di operazioni con le
cause farmaceutiche e i loro informatori scientifici, i
rappresentanti dei medicinali.
Operazioni (tv, lettori dvd,
frigoriferi e telefonini usciti
dai magazzini della cooperativa al posto dei libri) che
hanno portato anche alla denuncia di Gianluigi Blengino,
presidente del cda, per false fatturazioni.
Il fascicolo è sulla scrivania del pm Marco
Airoldi mentre le Fiamme Gialle, che dal 19 maggio hanno
anche il mandato di indagare con la qualifica di polizia
giudiziaria, proseguono le loro verifiche.
La bocciatura
Ma ora sulla Clu arriva questa nuova tegola. Il collegio
(presieduto da Giselda Criscuoli e composto da Barbara
Pedemonte ed Emanuela Gasparini) ha inviato la sua
relazione, che da ieri pomeriggio è anche esposta nei
punti vendita della Clu. Tutto avviene mentre si va a
tappe forzate (data prevista il prossimo 30) verso
l’assemblea dei soci.
I sindaci non esprimono un parere
netto sulle questioni al vaglio della guardia di
Finanza, anche perché
«il consiglio di
amministrazione non è stato in grado di fornire allo
stato attuale esaurienti spiegazioni».
Ma punta il dito sullo stato
patrimoniale, con una perdita d’esercizio di 578.992
euro e sul conto economico. Di più: «Il collegio
sindacale rileva che i consigli di amministrazione,
forse perché poco frequenti, non hanno adeguatamente
informato il collegio stesso sui fatti di rilievo
accaduti durante l’esercizio». Anche le denunce
dell’ispettorato del lavoro per personale non in regola
nel punto vendita di Firenze (l’episodio che ha poi
innescato la verifica della Finanza) sono state a lungo
taciute: «Solo nel 2008 abbiamo appreso delle denunce
giunte nel 2007».
Riaffiora anche il caso di
una fattura contestata. È quella inviata dalla casa
editrice Ecig alla Clu, giustificata con il pagamento
dei diritti di autore. Ma anche la Ecig fa capo a
Gianluigi Blengino. Così i sindaci
spiegano: «La perdita è gravata del costo di 107 mila
euro. Il collegio contesta l’inerenza di tale costo non
essendo riconducibile all’attività della Clu». Ancora
una considerazione secca: «Il collegio, pur tenendo in
debito conto lo scopo mutualistico della cooperativa,
che si realizza attraverso migliori condizioni di
acquisto per i soci, raccomanda di mantenere il rapporto
tra i costi e i ricavi della produzione in percentuali
tali da consentire margini operativi in pareggio. Si
nota invece che il margine operativo è negativo è
aumentato dal 2006 al 2007 di ben sei punti
percentuali».
L’inchiesta
Questa è la novità di cronaca più recente. Ma nel
frattempo stanno proseguendo le indagini della Finanza.
Gli investigatori
sono vicini a comprendere quale fosse il meccanismo con
cui venivano immagazzinate le generalità degli
informatori scientifici. Una sigla
in cui tre lettere corrispondono
al nominativo del rappresentante, le altre due a una
sigla con cui viene indicata la casa farmaceutica.
I nominativi degli
informatori scientifici,
quelli in particolare che hanno ritirato materiali ben
diversi dai volumi scientifici e di aggiornamento
professionale,
sono stati individuati.
verranno interrogati nelle prossime settimane.
C’era poi un complesso meccanismo
per il quale veniva accreditato («in un apposito
partitario con la causale ZX») una cifra per l’acquisto
di libri da parte della casa farmaceutica.
C’era poi l’elenco del
materiale effettivamente consegnato («scaricato con la
casuale ZW»), che corrispondeva invece «a
elettrodomestici o prodotti informatici».
Ricordiamo: l’ipotesi della Finanza
è che questo sistema permettesse ai rappresenti di
ottenere articoli da regalare ai medici “clienti”,
eludendo l’Iva
e soprattutto la legge del 2002 introdotta per arginare
il fenomeno del comparaggio. Che è
la pratica attraverso la quale, con regalini e altre
donazioni, si ottiene la prescrizione di determinati
farmaci o di strumentazione diagnostica.
Insomma: le case farmaceutiche non ritiravano libri,
come in realtà avevano ordinato e pagato in anticipo, ma
oggettini forse più graditi come
cadeaux.
Sono arrivati anche i primi
riscontri alla
richiesta di documentazione inoltrata dalla Finanza alle
banche. E l’esame è appena
iniziato. «Si evidenzia - scrivono le Fiamme Gialle -
che, da un primo esame, gli accertamenti bancari
richiesti con riferimento ai conti personali del signor
Blengino sono presumibilmente riconducibili all’attività
esercitata nella cooperativa». Gli accertamenti
proseguiranno «in contraddittorio con la parte».
Blengino dovrà quindi spiegare i movimenti economici non
solo sui conti della Clu, la cooperativa universitaria,
ma anche sui propri.