Organo culturale sull'informazione scientifica del farmaco

 
Quando l'informatore deve prendere la partita IVA

La maggior parte degli informatori scientifici sul farmaco italiani lavora come dipendente delle aziende farmaceutiche con il contratto del settore chimico-farmaceutico, ma sia per la grande crisi occupazionale degli ultimi anni, "decisa" dalle imprese di settore, che ha costretto molti professionisti a rimettersi sul mercato in altre forme contrattuali, sia perché sono esistiti da sempre, vi sono gli informatori scientifici sul farmaco che lavorano come "Agente di commercio". Questi lavoratori possono lavorare per una sola azienda farmaceutica (monomandatari) o per più aziende farmaceutiche (plurimandatari). La possibilità che l'informatore scientifico sul farmaco possa lavorare come "plurimandatario" è prevista, anche se in modo indiretto, proprio dal Testo Unico sulla farmaceutica (D.Lgs 219/2006):

Art. 122.
Requisiti e attività degli informatori scientifici

3. L'attività degli informatori scientifici e' svolta sulla base di un rapporto di lavoro instaurato con un'unica impresa farmaceutica. Con decreto del Ministro della salute, su proposta dell'AIFA, possono essere previste, in ragione delle dimensioni e delle caratteristiche delle imprese, deroghe alle disposizioni previste dal precedente periodo.

Il tema è assai complesso, perciò vi proponiamo alcuni chiarimenti sull'argomento ripresi da siti internet abbastanza accreditati.

Francesco Lupinacci

 

Fonte: http://www.vi.camcom.it/a_260_IT_1308_1.html
Agente e Rappresentante di commercio (RARC)
 
Definizione
Con il contratto di agenzia, l'agente assume, stabilmente e verso retribuzione, l'incarico di promuovere contratti in una zona determinata (art. 1742 c.c.).
L'agente opera avvalendosi di una propria autonoma organizzazione e a proprio rischio tanto che, di regola, egli stesso è un imprenditore commerciale.
L'agente assume il nome di rappresentante di commercio quando, oltre a promuovere la conclusione di contratti, ha anche il potere di concluderli in nome e per conto del soggetto (preponente) a favore del quale presta la propria opera.
L'agente e il rappresentante di commercio svolgono le loro funzioni stabilmente e in un ambito territoriale determinato distinguendosi, così, dalla figura del procacciatore d'affari occasionale.

Incompatibilità
L'agente e/o il rappresentante non può svolgere contemporaneamente alla propria attività un'altra attività per la quale è necessaria l'iscrizione al ruolo dei mediatori, inoltre non può essere iscritto al ruolo dei mediatori e non può svolgere un'attività alle dipendenze di persone, associazioni od enti pubblici e privati.

Adempimenti
Gli agenti e i rappresentanti di commercio sono obbligati ad iscriversi nell'apposito Ruolo Agenti e Rappresentanti di Commercio (RARC). (aggiornamento: il ruolo degli Agenti è stato abolito - ndr)
Nel Ruolo può iscriversi sia la persona fisica sia la società: in quest'ultimo caso i requisiti necessari devono essere posseduti dal legale o dai legali rappresentanti.

Per maggior dettaglio sui requisiti e sulle modalità di iscrizione clicca qui: Ruolo Agenti e Rappresentanti di Commercio (RARC)

Entro 30 giorni dall'inizio dell'attività di agente o rappresentante di commercio, l'interessato si deve iscrivere al Registro delle Imprese (presso la Camera di Commercio).

NB: in alcune Camere di Commercio italiane è stato abolito l'obbligo di iscrizione al Ruolo Agenti e Rappresentanti di Commercio, mantenendo, invece, quello di iscrizione presso il Registro delle Imprese.
Suggeriamo, quindi, di informarsi presso la Camere di Commercio della provincia nella quale l'aspirante agente o rappresentante intende iscriversi.
Per quanto riguarda Vicenza, l'obbligo di iscrizione al Ruolo Agenti e Rappresentanti di Commercio è ancora in vigore.

Obbligatorie, invece, sono le iscrizione ai ruoli INPS del terziario e dell'ENASARCO Ente Nazionale Assistenza per gli Esercenti e Rappresentanti di Commercio presso il quale effettuare l'iscrizione al fondo di previdenza e di assistenza.
Clicca qui per conoscere i recapiti dell'ENASARCO

Differenza tra agente e agente-rappresentante di commercio
Agente di commercio: promuove la conclusione di contratti per nome e per conto del soggetto mandante a favore del quale presta la propria opera. Non ha il potere di concludere il contratto che ha promosso e per il quale ha messo in contatto le parti.
Agente-rappresentante di commercio: promuove la conclusione di contratti per nome e per conto del soggetto mandante a favore del quale presta la propria opera. A differenza dell'agente, l'agente-rappresentante di commercio ha il potere di concludere il contratto che ha promosso in nome e per conto del soggetto a favore del quale presta la propria opera e che rappresenta nei rapporti con la controparte.

Differenza tra agente/agente-rappresentante di commercio e procacciatore d'affari
Agente e agente-rappresentante di commercio: svolgono la loro attività stabilmente e in un ambito territoriale determinato (indicato nel contratto d'agenzia).
Procacciatore d'affari: svolge la sua attività per il mandante in modo saltuario ed occasionale senza particolari vincoli (obbligo di esclusività, zone territoriali determinate...) che invece caratterizzano i rapporti tra agente/agente-rappresentante di commercio e mandante.
Ecco una tipica lettera di "mandato" ad un Agente di commercio.

Contratto di Agenzia Per Agenti di commercio - CONTRATTO DI AGENZIA

Questa è, invece, la scheda della Camera del Commercio di Torino che descrive il "Procacciatore d'affari"

http://images.to.camcom.it/f/RegistroImprese/pr/procacciatore_affari.pdf

L'iscrizione come AGENTE all'Enasarco implica per l'informatore scientifico sul farmaco maggiori spese, ma poiché   non avendo un albo, questi esercita una professione intellettuale non protetta, tale professione può essere eseguita anche come INFORMATORE SCIENTIFICO DEL FARMACO AUTONOMO e, quindi, con un contratto di CONSULENZA PROFESSIONALE, PIU' ECONOMICO DAL PUNTO DI VISTA FISCALE E PREVIDENZIALE. Ciò comporta sempre l'acquisizione di una partita iva con uno dei codici di attività riportati sotto e l'iscrizione alla gestione previdenziale separata INPS ma non l'iscrizione all'Enasarco ed il versamento dei relativi contributi previdenziali. Visto che da alcuni anni qualunque tipo di contratto, compreso quello dipendente a tempo indeterminato, non offre alcuna garanzia di certezza lavorativa, dovrebbe prevalere, a nostro parere, il criterio della convenienza economica dello stesso contratto. FL

Fonte: http://www.comune.bologna.it/informagiovani/lavoro/contratti/atipico/collaborazioni.php

4. CONSULENZE PROFESSIONALI

- Cosa si intende per prestazione d'opera
Si può parlare di questa fattispecie quando una persona, dietro corrispettivo, si impegna a compere un'opera o un servizio prevalentemente attraverso il proprio lavoro e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente.

Le consulenze professionali, dal punto di vista normativo, sono definite prestazioni d'opera e fanno riferimento agli articoli dal 2222 al 2228 del codice civile e, se si tratta di prestazioni d'opera intellettuali, agli articoli 2229 - 2230 e seguenti del codice civile.

Non è obbligatoria la forma scritta, conviene comunque però compilare un "Ordine di lavoro o contratto di prestazione d'opera" scritto e firmato dalle parti che contenga una descrizione dell'opera o del servizio richiesti; i tempi di consegna - da parte del committente - dei materiali necessari alla progettazione e/o realizzazione; i tempi di consegna del lavoratore: il prezzo pattuito; i tempi di pagamento; la data e le modalità di recesso, ciò sarà utile in caso di necessità di trovare soluzioni su eventuali contenzioso e/o controversie.

In caso di tardivo o mancato pagamento è possibile per il lavoratore il ricorso alle vie legali che seguono la procedura di una normale causa civile, con quello che consegue in termini di costi e tempi. Perciò è bene che l'ordine di lavoro preveda una penale per il ritardato pagamento.

- Aspetti fiscali
Dopo l'approvazione del decreto attuativo della legge 30/2003, i prestatori d'opera devono necessariamente essere in possesso di partita Iva individuale.
Prima dell'approvazione del decreto spesso vi era una sovrapposizione tra collaborazioni coordinate e continuative e prestazioni d'opera, ora le prestazioni svolte nel settore privato senza possesso di partita Iva sono riconducibili solo al lavoro a progetto.

- Aspetti previdenziali
Chi è in possesso di partiva Iva è obbligato ad iscriversi alla gestione separata Inps se esercita un'attività che non prevede l'iscrizione a un albo o a un ordine e nel caso in cui non abbia un fondo previdenziale obbligatorio in cui versare i contributi. Sono state stabilite aliquote, valide per tutti gli iscritti alla gestione separata.
Nella fattura va indicata ugualmente la rivalsa previdenziale del 4%. Si è esenti da tale obbligo solo nell'eventualità che l'attività di collaborazione occasionale sia differente dall'attività professionale prevalente del collaboratore.
 

Fonte: http://www.istat.it/strumenti/definizioni/ateco/ateco.html?versione=2007.3&codice=G-46.18.3

 

 

 

 

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