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IN DIFESA DEI COLLEGHI SANDOZ |
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martedì 30 ottobre 2012 15.41.36 |
Gentile dott.
Lupinacci,
Le scrivo da persona
che conosce alcuni dei colleghi coinvolti nella
vicenda sandoz.
Essendo, in una
simile vicenda, poco significativa la posizione
personale, che mi vedrebbe schierato/a dalla
parte dei colleghi , voglio tuttavia rimarcare
alcuni aspetti essenziali .
Dai documenti
pubblicati si evince come le notizie siano
relative ad una indagine in corso, tanto che i
colleghi risultano, ad oggi, solo indagati.
Nel nostro
ordinamento giuridico esiste il diritto alla
presunzione di innocenza fino a prova contraria.
Quindi non
conoscendosi ne’ le persone, ne’ i fatti, non
essendo ciascuno di noi un giudice, correrebbe
l’obbligo di riconoscere in questa fase (ma
addirittura anche se fossimo in fasi successive)
almeno un ragionevole dubbio sull’ innocenza o
meno dei colleghi indagati.
In nome quindi di
questo ragionevole dubbio non è accettabile che
passino titoli del tipo di quelli riportati da
indymedia e successivamente da altre testate che
suggeriscono già una colpevolezza accertata con,
in bella mostra, i nomi delle persone coinvolte.
Il pubblicare il nome
dei colleghi, delle strutture e dei documenti
che li riguardano, giunti "rocambolescamente" e
pubblicati dall’anonimo mr. bean, a sua detta,
reperiti in un computer dell'azienda - come? (e
quindi non stilati ufficialmente da organi
preposti, quali azienda, polizia o magistratura,
a garanzia dei contenuti), rappresenta un danno
irreparabile all'immagine dell'azienda e di
persone che potrebbero in seguito anche
risultare del tutto estranee ai fatti
ascrittigli.
Come si fa a
riportare con tanta sicurezza delle notizie
delle quali, ribadisco, non si ha garanzia della
veridicità (chi è mr bean? Perché merita tanta
irriducibile fiducia? Uno che pubblica documenti
non certo rilasciati dalla Sandoz potrebbe anche
essere in errore… non avere tutti i dati
completi… Si può essere certi sui contenuti del
dossier? Siamo tutti certi dell’esattezza di
tutto ciò che vi è riportato? L’indagine esiste,
ma c’è qualcuno che ne sa più dei diretti
interessati ??? Forse questo qualcuno, allora,
dovrebbe presentarsi al giudice e relazionare in
merito, se fosse così a diretta personale
conoscenza di fatti significativi !!!
Quindi
sarebbe opportuno non svolgere processi sommari.
I colleghi non sono
personaggi pubblici e non hanno certamente la
possibilità di attivare un ufficio stampa o una
unità di crisi, a difesa postuma della loro
immagine.
Chiederei pertanto di
rispettare il diritto dei colleghi coinvolti
alla riservatezza e magari, se per diritto di
cronaca, si vogliano/debbano riportare le
notizie comparse nella rete, senza garanzia di
veridicità sui contenuti, perlomeno si abbia il
riguardo di sottolineare che di questa vicenda
ancora non si conosce nulla di certo e che i
documenti pubblicati hanno origine e contenuti
incerti.
Vorrei per ultimo
anche ricordare che non sarebbe la prima volta
che roboanti situazioni di tal genere risultano
poi, a verifica dei fatti da parte degli organi
preposti, molto meno eclatanti.
Grazie
Catherine
(nome di fantasia) |
Cara/o
Catherine, condividiamo pienamente il tuo punto
di vista.
Segnaliamo anche una cosa
curiosa. La notizia su Indymedia Piemonte
è stata pubblicata il
14 April, 2012
18:03 ma, improvvisamente ed
in grande ritardo,
il misterioso mr Bean compare con i documenti
aziendali presunti originali, due giorni fa, il 19 maggio
2012 anche su issuu.com. Ciò mentre tali
presunti documenti dell'azienda diretti ai dipendenti
erano stati pubblicati, con link indymedia, su un sito londinese
Sandoz_corruzione_informatori_scientifici(se
hai problemi clic tasto destro, salva oggetto
con nome).
Francesco Lupinacci |
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