Dal report sulla spesa farmaceutica realizzato dall’Osservatorio
farmaci del Cergas, con i consuntivi 2007 e le proiezioni della
spesa al 2010, emergono alcune evidenze che contraddicono l’opinione
diffusa che i farmaci rappresentino una componente di spesa
incontrollabile.Le azioni pubbliche di contenimento hanno
generato una contrazione della spesa per farmaci sostenuta dal
Servizio sanitario nazionale. Tali iniziative si sono focalizzate
sul taglio dei prezzi dei farmaci, calati secondo l’Istat del 5,2%
nel 2007. Ciò non può che confermare il quadro già delineato da uno
studio dell’Osservatorio Farmaci (C. Jommi, G. Aguzzi, Italian
prices for pharmaceuticals. An international comparison; secondo
working paper Cergas, www.cergas.unibocconi.it), secondo cui nel
2006 i prezzi italiani dei farmaci lanciati sul mercato dopo il 1990
erano inferiori a quelli dei principali paesi Ue.
Particolarmente evidente è la discesa della spesa per farmaci
dispensati dalle farmacie aperte al pubblico, con chiusura al -6,8%
(a fronte di una proiezione dell’Osservatorio del -5,4%), non
sufficientemente compensata dalla crescita del comparto ospedaliero
(una costante degli ultimi anni legata al fatto che gran parte dei
nuovi e più costosi farmaci vengono lanciati in tale ambito). A
fronte della contrazione della spesa pubblica, si assiste a un
incremento di quella privata, generato dall’aumento dei ticket
reintrodotti da alcune regioni (ad esempio, Campania). Il grado di
copertura pubblica della spesa farmaceutica rimane comunque al di
sopra della soglia del 60% (superiore al 70% se si considerano i
farmaci acquistati dalle aziende sanitarie), soglia oltre la quale
si posizionano tutti i sistemi sanitari a impianto universalistico /
solidaristico.
Nei prossimi anni si assisterà a una debole ripresa della
spesa per farmaci. Da una parte vengono riassorbite le iniziative di
taglio dei prezzi, dall’altro l’attenzione al contenimento della
spesa rimarrà costantemente presente, sia a livello nazionale
(rimane infatti un tetto sulla spesa farmaceutica espresso in
percentuale sui fondi complessivi per la sanità) che regionale (data
la responsabilità delle regioni sulla copertura di eventuali
disavanzi sanitari). Inoltre proseguirà, almeno fino al 2009,
l’effetto della scadenza di brevetti di importanti principi attivi,
scadenza che contribuirà a rendere più competitivo il mercato dei
farmaci maturi. La crescita della spesa farmaceutica pubblica sarà
comunque tendenzialmente inferiore a quella della spesa sanitaria
pubblica complessiva nel 2008, mentre nel biennio successivo i
farmaci dovrebbero leggermente incrementare la propria incidenza
sulla spesa sanitaria a carico del Ssn.
Dati questi risultati, le politiche del farmaco, focalizzate
sul contenimento della spesa negli ultimi cinque anni, potranno nel
futuro considerare anche il valore strategico del farmaco, per il
sistema sanitario e per l’economia. In questo senso vanno lette con
favore le iniziative recenti dell’Agenzia italiana del farmaco volte
a premiare le imprese che localizzeranno le proprie attività di
ricerca e sviluppo e produzione sul territorio italiano. Il problema
è che il finanziamento complessivo per tale iniziativa è di circa
100 milioni di euro, a fronte di 300 milioni ricavati per il
prestito-ponte ad Alitalia. Tale differenza esprime in modo
piuttosto chiaro le priorità implicite.