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La tanto attesa riforma della liberalizzazione della fascia C

 

La tanto attesa riforma della liberalizzazione della fascia C è finalmente arrivata. Era nell’aria già da alcuni anni e tante parafarmacie sono nate come funghi facendo leva su questa speranza. Chi ha avuto modo e possibilità ha resistito in attesa dell’esito auspicato.

Tante altre si son perse per strada non avendo avuto la possibilità di mandare avanti l’attività per scarsa redditività delle stesse.

Plaudo questa misura, con buona pace dei farmacisti che indubbiamente hanno avuto ‘la mazzata’ più pesante di sempre. Oltre agli informatori anche loro subiscono il buio peso dei tempi. Tuttavia, come spesso accade quando si attuano i principi di liberalizzazione, bisognerà fare i conti con la miriade di nuove attività di vicinato che andranno ad aprirsi.

Da un lato i tanti colleghi farmacisti che in questo momento di forte crisi nel settore dell’industria cercheranno di addivenire ad una trattativa con le varie aziende per capitalizzare ed aprire in proprio una parafarmacia.

Dall’altra tanti collaboratori di farmacie che finalmente riscatteranno la propria professione aprendone una. Ed ancora, tanti giovani laureati, magari attingendo da capitali di genitori benestanti, penseranno anch’essi di avviare una propria attività.

Ecco quindi come una liberalizzazione sì fatta diventerà ben presto principio di deregolazione perché, c’è da scommettere, ogni 50 metri spunterà una parafarmacia dando seguito a quel detto secondo cui ‘dividi ricchezza, diventa povertà’.

Un pensiero a quei colleghi che avendo una parafarmacia in un comune con popolazione di 14.999 abitanti, sarà costretto a rinunciare alla fascia C. A meno che non si attivi con urgenza a procreare lui stesso oppure a mantener in vita i moribondi il più possibile!

Auguri a tutti

Nino

 

 

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