
Per un anno e mezzo ha ingoiato un medicinale che forse ha
peggiorato la situazione. Un uomo di Quartu, affetto da
neuromiopatia mitocondriale, una malattia per la quale i
muscoli non sono più collegati ai nervi e dunque a poco a
poco il fisico si ferma, è stato costretto ad assumere tre
pillole al giorno di un farmaco che secondo i medici era
l'unico in grado di mantenerlo in vita. Eppure la moglie
dell'uomo si è accorta che in quelle pillole c'era qualcosa
di strano: alcune sono vuote al loro interno, altre mezzo
piene, altre ancora contengono sostanze di diversi colori.
La donna chiama subito il medico di base, il Servizio
farmaceutico della Asl 8, ma soprattutto telefona ai
carabinieri del Nas. Dopo alcune indagini si viene a sapere
che l'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) lo scorso 24
aprile ha fermato "la vendita e l'utilizzo, sul circuito del
mercato nazionale ed estero del medicinale prodotto dalla
società Officina farmaceutica fiorentina di Viareggio".
Le capsule sequestrate saranno ora analizzate per capire che
sostanze contengano e se siano nocive.