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FARMACO CONTRO I TUMORI DERIVATO DA UN FUNGO
http://italiasalute.leonardo.it/news.asp?id=9204

Tumori_9204.jpgE' nato un farmaco che potrebbe costituire una nuova terapia efficace contro diverse forme di tumore. Il suo sviluppo è stato possibile grazie alle nanotecnologie e all'azione casuale di un fungo che ha contaminato un esperimento.
Il farmaco si chiama iodamina e la sua messa a punto si deve agli studi del ricercatore americano Judah Folkman che fu il primo ad indirizzare i suoi studi sulle terapie basate sull’angiogenesi, mirate ad «affamare» il tumore frenando la crescita dei vasi sanguigni che lo nutrono. Proprio questo è infatti l'effetto della iodamina.
La iodamina contiene il TNP-470, uno dei più potenti agenti inibitori dell'angiogenesi, isolato da un fungo chiamato Aspergillus fumigatus fresenius. La scoperta del fungo fu casuale, infatti durante un esperimento in cui i ricercatori erano intenti a cercare di far crescere cellule endoteliali, che rivestono i vasi sanguigni,
la muffa ha intaccato le cellule e ha impedito la crescita dei vasi sanguigni più sottili, i capillari.
Tuttavia il primo farmaco a base di TNP-470 aveva pesanti effetti collaterali, provocava depressione, vertigini e altri malesseri. Era inoltre difficile da somministrare ed era necessaria una costante infusione. Dopo molti studi e grazie alle nanotecnologie, Ofra Benny e colleghi, del Children's Hospital di Boston e dell’Harvard Medical School, hanno attaccato due polimeri a forma di pon-pon alla molecola, proteggendola dagli acidi dello stomaco. In questo modo la molecola viene assorbita nell'intestino e si distribuisce alle cellule tumorali. La iodamina è stata poi sviluppata in forma di pillola e può essere assunto senza effetti collaterali.
Dai test eseguiti sui topi si è visto che il farmaco funziona contro varie forme di tumore, compreso il carcinoma del seno, dell’ovaio, della prostata, il neuroblastoma, il glioblastoma e i tumori dell’utero. Blocca i tumori primari e ne impedisce la diffusione. «Con la formulazione orale, la pillola raggiunge prima il fegato, mostrandosi nei topi particolarmente efficace nel prevenire lo sviluppo di metastasi epatiche, comuni a molti tipi di cancro e spesso associate ad una prognosi peggiore» ha spiegato Benny.
Secondo i ricercatori inoltre questo farmaco potrà essere utilizzato anche per la terapia di quelle patologie caratterizzate da una crescita abnorme di vasi sanguigni, come la degenerazione maculare senile

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