Evidente
tentativo
ritorsivo
nei
confronti
del
governo
di
turno
finalizzato
solo
ad
incamerare
profitti
da
aggiungersi
a
quelli,
già
sostanziosi,
messi
nel
paniere.
La
riduzione
dello
share
of
voice
o
per
meglio
dire
dell'assalto
alla
postazione
del
medico
di
famiglia mediante
la
riduzione
del numero
di
isf
circolanti
dedicati
a
questa
figura,
non
ha
comportato
riduzioni
delle
prescrizioni,
il·che
vorrebbe
dire
che
forse saranno
state
trovate
altre
metodiche
per
incrementare
le
prescrizioni
stesse.
Tuttavia
l'aumento
delle
prescrizioni
non
ha frenato
i
licenziamenti
di
massa,
anzi ha
spinto
chi
non
lo
aveva
fatto
a
sbrigarsi
a
farlo
perché
il
vento
sarebbe
potuto cambiare.
Come
interpretare
l'uscita
recente
del
presidente
di
farmindustria?
In
un
solo
modo:
altri
isf
saranno
sacrificati,
procedendo
a licenziamenti
collettivi
già
iniziati
da
tempo
(a
proposito,
mi
era
sembrato
di
sentire
l'eco di
parole
pronunciate
da
diversi
rsu che promettevano
di
non
permettere
mai
licenziamenti
ingiustificati
o
di
sindacalisti
territoriali
particolarmente
determinati
nelle
assemblee
dei
lavoratori
ma
ben
"proni"
e
acquiescenti
in
modo
alquanto
sospetto
nelle
trattative
con
le
aziende.
Faremo.......,
vedrete
......,
non
permetteremo........,
l'azienda
ha
i
soldi
e
glieli
faremo
tirare
fuori.......
Quante
promesse
da
marinai,
tutte
finalizzate
all'effetto
soporifero
assembleare
per
far
approvare
con
votazioni
frettolose
accordi
apparsi
già
ampiamente
concordati
con
le
aziende.
Non
è
una
lamentela,
ma
ascoltare
con
un
copione
ripetitivo
riproposto
in
tutte
le
assemblee
di
tutte
le
aziende
che
hanno
aperto
procedure
di
mobilita,
di
CIGS
o
che
hanno
effettuato
cessioni
di
ramo
d'azienda
che
bisogna
votare
subito,
senza
adeguato
approfondimento,
adducendo
l'imminente
partenza
del
treno
e
infischiarsene
di
chi
invece
del
treno
stava perdendo
il
posto
di
lavoro,
rende
palese
come
vengono
consumate
le
macellerie
sociali
avallando
solo
progetti
industriali
di licenziamenti
di
massa.
Che
poi
le
rsu
che
consentono
ciò,
fino
al
giorno
prima
sedevano
allo
stesso
tavolo
dei
colleghi
con
cui
condividevano ideali
di
giustizia,
solidarietà,
rispetto
delle
norme,
rifiuto
di
operazioni
strane
finalizzate
al
risultato,
questo
poco
conta.
L'importante
è
arrivare
a
salvare
sé
stessi.
Meglio
se
si
è
riusciti
ad
ottenere
un
posto
al
sole
della
rsu,
che
permette
il salvataggio
in
ogni
tempesta,
anche
se si
devono
mandare
a
fondo
i
propri
amici.
Ma
il
mondo va
così,
dai
nemici
mi
guardo
io
perché
li
conosco
e
mi
attrezzo,
ma
dagli
amici........
(verso
i
quali
sono
senza giubbotto
antiproiettile)
mi
deve
necessariamente
guardare
Dio,
che
è
l'unico
a
scrutare
il
loro
infernale
cuore.
Il
tradimento...
già
il
tradimento.
E
dire
che
il
recente
giovedì
5
aprile
è
stata
celebrata
la
ricorrenza
della
festa
dei
traditori. Uno
di
questi,
ben
noto
alla
storia,
non
è
riuscito
a
godere
di
quei
trenta
denari
mercede
per
la
quale
mandò
al
patibolo
il
suo
amico.
E
dei
traditori
di
oggi,
quelli
che hanno
permesso
il
licenziamento
di
centinaia di
loro
colleghi
e
i
sindacalisti
che
ne
hanno permesso
il
licenziamento
di
decina
di
migliaia
di
persone, che
ne
sarà?
La
storia
insegna,
per
cui
ritengo
che
i
trenta
denari
finiranno
presto
succhiati,
mentre
l'ignominia
delle
loro
azioni
rimarrà
a
imperitura
memoria.
La
dimostrazione
del
vergognoso
comportamento
delle
Rsu
e
dei
sindacati
trova
conferma
nel
silenzio
(si
badi
bene,
neanche
una
parola)
con
il
quale
tentano
di
fare
passare
le
recenti
sentenze
del
Tribunale
del
lavoro
con
le
quali
mobilità
e
cessioni
di ramo
d'azienda
illegittime
hanno
visto
reintegrati
lavoratori
che
non
avevano
accettato
gli
"Accordi"
sottoscritti
proprio da
Rsu
e
sindacati.
Ma
vi è
di
più:
il
consociativismo
sfrenato
che
emerge
dalle
dichiarazioni
del
nuovo
presidente
della
Confindustria
Squinzi e
del Presidente
di
Farmindustria,
i
quali,
entrambi,
dichiarano,
anzi,
ottimi
rapporti
con
i
sindacati
dei
chimici,
nonostante
vogliano aggiungere
altre
6.000
unità ai 15.000
ISF
già
licenziati.
Ed
io
mi
chiedo
quanti
altri
lavoratori
dovranno
essere
ancora
licenziati
perché
il
rapporto
tra
Farmindustria
e
CGIL,
CISL
e
UIL si
incrini
leggermente?
Giacomo
Scote
09.04.2012