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L'interpellanza della Senatrice di Poli
Bortone (GRANDE SUD) Senato della
Repubblica – 155 – XVI LEGISLATURA - 657a
Seduta Atto n. 4-06592 Pubblicato il
17 gennaio 2012 Seduta n. 657
POLI BORTONE - Al Ministro dello sviluppo
economico. - Premesso che: il gruppo
Sigma-Tau è costituito da sei società:
Sigma-Tau SpA a Pomezia, Avantgarde a
Pomezia, Biosint a Latina, Tecnogen
(ricerca) a Caserta, Prassis (ricerca) a
Milano e Biofutura a Milano con circa 2.500
dipendenti in Italia; nel 2011 ha
acquistato per oltre 300 milioni di dollari
una società americana, Enzon, specializzata
in orfan drug, farmaci orfani, che possiede
un sito di produzione e attività di ricerca:
il fatturato di questa società finisce in
Portogallo in apposita società costituita
con il nome di Defiante; l'azienda
sostiene che non esista un bilancio
consolidato ma solo una fatturazione
intergruppo; laddove pare esista un bilancio
consolidato di gruppo certificato dalla
società Ernest&Young che dimostra come il
Gruppo per il 2010 abbia chiuso in attivo;
l'azienda ha comunicato alle rappresentanze,
nel mese di giugno, la volontà di quotarsi
in borsa e di voler continuare l'attività
industriale nonostante la morte del
fondatore, Claudio Cavazza; per quotarsi
in borsa occorrono, come condizione
imprescindibile, bilanci sani; nel mese
di ottobre 2011 sono iniziate a circolare
voci su una pesante riorganizzazione che
hanno trovato conferma informale nei primi
giorni di novembre e ufficiale il giorno 28,
quando è stata convocata la rappresentanza
sindacale unitaria (RSU) a cui è stata
consegnata la lettera di richiesta di esame
congiunto per la cassa integrazione guadagni
straordinaria. L'annuncio riguarda 569
addetti, la messa in liquidazione dei due
centri di ricerca di Milano e Caserta per
complessivi altri 110 addetti, l'outsourcing
di altre attività di servizio per altre 150
persone. Oltre a ciò ha comunicato la
disdetta, dal 1° gennaio 2012, di tutti gli
accordi aziendali sostenendo che il peso
economico degli stessi avrebbe contribuito
in modo determinante alla situazione di
crisi in atto; a detta degli operatori,
l'atteggiamento dell'azienda è stato fin da
subito "violento": nonostante le
organizzazioni sindacali nazionali avessero
comunicato con largo anticipo la richiesta
di un incontro di Gruppo e nonostante
avessero altresì comunicato che, la
settimana dal 22 al 28 novembre, impegni
internazionali (Congresso ICEM) in Argentina
avrebbero impedito la partecipazione,
l'azienda ha, prima, ripetutamente convocato
le strutture territoriali di Pomezia (che
hanno rinviato l'incontro nazionale) e poi
convocato l'incontro nazionale per il giorno
28. Alla richiesta di spostamento della data
l'azienda ha risposto convocando la RSU e
consegnando la lettera di apertura della
procedura di cassa integrazione guadagni
straordinaria; non esiste un piano
Industriale, più volte richiesto dai
dipendenti, che giustifichi un intervento di
tale entità; sembrerebbe che nelle
principali banche d'affari esista un dossier
di vendita dell'azienda ormai da mesi,
sicché vi sarebbe l'obiettivo di dimezzare
l'azienda per poterla vendere (tutto a costo
zero, o meglio a carico solo dello Stato);
la Sigma-Tau era ed è una delle poche
aziende italiane ad avere in Italia tutta la
filiera e la chiusura dei due centri di
ricerca di Milano e Caserta, unita al
pesante ridimensionamento di quello di
Pomezia, che occupa circa 300 addetti in
attività di ricerca e sviluppo,
significherebbe una perdita gravissima di
alte professionalità, oltre che una perdita
per il Paese; il Gruppo, oltre ad aver
investito negli anni fino al 6 per cento del
suo fatturato in ricerca, ha usufruito di
importanti finanziamenti pubblici,
verificabili, per la stessa attività; il
6 dicembre 2011 ha avuto luogo presso la
Regione Lazio l'unico incontro tra le parti
e gli stessi funzionari regionali hanno
convenuto che, vista la complessità della
vertenza nonché il numero dei coinvolti
nella cassa integrazione, il luogo più
idoneo per ricomporre il tutto sia il
Ministero dello sviluppo economico dove le
parti si sono incontrate il 15 dicembre alle
ore 10.30, si chiede di sapere se il
Ministro in indirizzo intenda assumere
iniziative, attraverso un tavolo negoziale,
al fine di affrontare con tutti i soggetti
interessati i problemi che siano
eventualmente di ostacolo al rilancio
dell'azienda stessa.
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