Lettere

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HO APPENA FINITO DI LEGGERE:1)LETTERA DELL'ESECUTIVO NAZIONALE AIISF 2)RISPOSTA DEL DIRETTORE DI INFORMATORI.IT 3)LE PROPOSTE DEL MINISTRO ALLE AZIENDE FARMACEUTICHE.....BENE CI MANCA SOLO CHE CI METTIAMO A DISCUTERE(TERMINE DIPLOMATICO... ) FRA NOI POI NON CI RESTA DAVVERO CHE PIANGERE.....MA PORCA MISERIA E ' COSI' DIFFICILE DA REALIZZARE UN UNIONE FRA DUE REALTA' ANCHE DIVERSE,MA MOTIVATE DA UN COMUNE SENTIRE?LO STIMOLO CHE LE DUE STRUTTURE POSSONO DARSI UNA ALL'ALTRA E' SICURAMENTE UTILE PER AFFRONTARE UNA SITUAZIONE COSI' DIFFICILE(SONO ISF DAL 1979 MA QUESTO E' SENZ'ALTRO L'ANNO PIU' DURO PER NOI,ABBIAMO VISTO DA VICINO LA REALIZZAZIONE DI UN VECCHIO SOGNO,ED ADESSO CHE STA ARRIVANDO L'ALBA,CI STIAMO SVEGLIANDO,MALE......CORAGGIO, METTIAMO DA PARTE TUTTO QUELLO CHE NON SERVE PER ARRIVARE AL NOSTRO RICONOSCIMENTO,RIMANIAMO COMPATTI(PER QUELLO CHE CI E' POSSIBILE....NON SONO UN INGENUO)ALTRIMENTI NOI COLLABORATORI CHE NON ANDIAMO SUI SETTIMANALI,MA CHE FACCIAMO IL NOSTRO ONESTO LAVORO TUTTI I GIORNI,NON AVREMO PIU' NEANCHE LA SPERANZA E LASSU' QUALCUNO RIDERA'.......(I SOLITI FURBI....)
PERDONATEMI LO SFOGO E GRAZIE PER AVERMI LETTO
UN SALUTO A TUTTI 


ALFREDO

Caro Alfredo, alcune cose vanno sempre fatte in due ; e non sempre ciò basta. La collaborazione riesce meglio se si forniscono contributi diversi e complementari e, soprattutto, se ogni tanto ci si incontra, sia pure per via epistolare. Infine non bastano le dichiarazioni se a queste non seguono atti concreti. Stabilite queste regole comuni e riconosciute dal buon senso, mi trovi pienamente d'accordo con te nel dire che disperdere le poche forze di cui disponiamo per ottenere il riconoscimento dell'Ordine professionale degli Informatori è da folli. Se qualcuno pecca d'orgoglio o non ha tempo da dedicare a questo portale o non lo può fare perché non possiede sufficienti conoscenze tecniche rimarrà, per me, un mistero fino alla fine dei tempi. D'altra parte l'arte della politica insegna che anche quando non si concorda completamente sui contenuti culturali e sui progetti espressi dai protagonisti di un settore bisogna pur cercare un terreno comune che consenta di tirare per il verso giusto la nostra povera carretta. Io sono Informatore dal 1982 e, da come vanno le cose, non ritengo avrò il tempo di godermi i benefici di un cambiamento del settore che rispetti la nostra dignità di lavoratori e l'importanza della funzione professionale che la normativa attuale già ci attribuisce. Non me ne dolgo troppo perché mi ritengo già soddisfatto di aver partecipato alle lotte per la conquista di questa dignità normativa e, soprattutto, culturale. Da parte mia l'unica follia che mi riconosco è quella di voler difendere la mia dignità professionale, mettendomi, da solo, in contrasto con il modo di pensare commerciale di tutte le aziende farmaceutiche, compresa la mia, pur consapevole che ben poco sangue si potrà spremere da una rapa e dai suoi figlioli. Ti confesso che, pur lottando per quelli che ritengo giusti ideali di vita e di lavoro, è brutto, alle volte, sentirsi soli ed isolati in queste battaglie. Adesso ho qualche amico in più, mi auguro di averne presto qualche altro.

Un saluto cordiale

Francesco Lupinacci

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