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Vorrei una vostra opinione a proposito del modo di fare propaganda che si sta diffondendo specialmente nelle multinazionali americane e cioe' utilizzando due o piu' linee cosiddette speculari che hanno l'obbligo di andare dai medici di base a presentare gli stessi prodotti e martellandoli con visite ravvicinate.
Sbaglio o il compito dell'informatore  e' quello di "informare ", appunto, e non quello di "indurre" il medico a prescrivere il farmaco tramite piu' visite .Secondo voi qual'e' il confine tra la legalita' e l'illegalita'? Se questo sfora nell'illegalita' perché nessuno se ne fa carico per denunciare tali industrie farmaceutiche?Cosa dice il Ministro Sirchia su questo andazzo delle linee speculari?
Un altro problema e' quello dei saggi.Mi risulta che  il numero di saggi dei farmaci da tempo in commercio al massimo sono cinque da lasciare per ogni visita  per un totale di 25 in un intero anno,INDIPENDENTEMENTE dal numero delle linee, o sbaglio? Come mai il ministero fa finta di nulla?Come mai nessuno parla?
Inoltre sempre ritornando alle americanate del marketing,spesso nelle riunioni di ciclo si sentono parlare dei pazzi scatenati che spingono gli informatori a rivolgersi al medico con domande del tipo:dottore mi può mettere in trattamento almeno 4 o 5 pazienti con il mio farmaco. Domanda <che faccio io>questo e' legale oppure e' induzione alla corruzione. Spero di aver suscitato qualche perplessita' in quegli informatori che si bevono tutto quello che gli dicono le aziende .Grazie in anticipo per una vostra cortese risposta.

Giove
 

Caro Giove, non so se il Ministro sia a conoscenza di quello che il direttore generale del Ministero, Dr. Nello Martini, ha affermato essere(i documenti sono sul sito)una pratica illecita (come anche quella di spingere gli informatori a fare ordini in farmacia). Di sicuro, nel testo proposto dalla FULC per cambiare il decreto 541/92, tali pratiche sono vietate. Chi l'ha detto, poi, che nessuno li ha denunciati? Su questo portale sono transitate 700 denunce che sono finite direttamente alla Commissione Senatoriale d'inchiesta sul Sistema Sanitario. Per quanto riguarda la consegna dei campioni la normativa è chiara e le doppie linee inducono ad una violazione di questa. Infine dire agli informatori di chiedere ai medici di "mettere in terapia 3-4 pazienti" è la ciliegina di ogni corso di formazione aziendale. La domanda che mi faccio io è: in cambio di che cosa? Della mia professionalità o di qualcos'altro ? Perché la mia professionalità mi dice che è  interesse anche mio, per il bene del paziente, di verificare, insieme al medico, se gli sto parlando di acqua fresca; se in cambio prometto qualcosa è corruzione;  se lo faccio per aumentare le prescrizioni è solo un elemosinare indegno di un professionista. A mio parere i nodi non sono ancora venuti tutti al pettine e, prima o poi, chi sta sbagliando dovrà assumersi le sue responsabilità. Intanto è meglio aspettare l'ALBO.
 

Cordiali saluti

 
Francesco Lupinacci

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