|
|
|
Niente Isf? Medici lenti a recepire novità |
|
Pharmakronos |
martedì 30 ottobre 2012 15.40.13 |

I medici che non
ricevono le visite degli informatori
scientifici del
farmaco (Isf) rispondono molto
più lentamente agli
sviluppi del settore, come il
lancio di nuovi
prodotti, ma anche l'apposizione
di particolari
avvertenze come le 'black box', e le
evidenze che
arrivano dai trial clinici.
E' quanto
emerge da uno studio
sponsorizzato da AstraZeneca
e portato avanti da
Zs Associates, che si è
guadagnato le pagine
del 'Journal of Clinical
Hypertension' con il
titolo: 'Può l'accesso limitato
all'informazione
scientifica influenzare le decisioni
prescrittive dei
medici?
Uno studio sugli eventi
recenti relativi ai
farmaci per diabete e colesterolo'.
Utilizzando
l'AccessMonitor report di Zs
Associates, che
registra la frequenza delle visite
degli Isf a oltre
300 mila camici bianchi americani,
gli autori hanno
analizzato le abitudini
prescrittive in tre
eventi: il lancio, a ottobre
2006, di un nuovo
prodotto antidiabete; l'apposizione
di un'etichetta nera
sulle confezioni di
un altro
antidiabete, ad agosto 2007; infine, la
pubblicazione di
dati scoraggianti a gennaio
2008 su un
medicinale contro il colesterolo alto.
Ebbene, i
medici che
ricevono meno visite
da parte degli informatori
sono stati 4,6 volte
più lenti a introdurre
il nuovo antidiabete
nelle loro ricette rispetto
a chi ha incontrato
gli Isf un numero medio
di volte, calcolano
gli esperti.
Gli stessi hanno
impiegato un tempo
quattro volte superiore a
ridurre l'uso del
medicinale rischioso e hanno
mostrato una
risposta significativamente
minore ai dati
sull'anticolesterolo.
"Le politiche
che promuovono
limiti di accesso all'informazione
da parte dei medici
- commenta
George Chressanthis,
ex dirigente AstraZeneca
e ora direttore del
Center for Healthcare
Research and
Management della Fox School
of Business della
Temple University - sono in
contrasto con la
tutela della salute dei pazienti".
I medici di
famiglia, in particolare, fanno
molto più
affidamento agli Isf rispetto agli
specialisti, "perché
- spiega Pratap Khedkar
di Zs Associates -
questi ultimi si concentrano
in un campo
ristretto e possono essere
sempre aggiornati
con altri mezzi, tra cui
conferenze, forum
online, podcast e riviste
accademiche. Così,
gli aggiornamenti che
ricevono dagli Isf
hanno un minore impatto
sulla loro capacità
di prescrizione". |
|
|
|