| Riportiamo, in proposito,
un articolo dell'Arena di Verona . Grandi le sue responsabilità,
presenti e passate, e non solo come direttore dell'Agenzia del Farmaco
ma come unica autorità che avrebbe dovuto ed, attualmente, "dovrebbe"
verificare che le normative del settore farmaceutico vengano rispettate
(leggi: decreto 541/92). Fino ad ora non si ha notizia di una grande
attività in tal senso. Finiremo con il rimpiangere l'ex ministro Giulio
Tremonti (che le aziende, almeno, le faceva tremare). Certo del clima di
fiducia tra cittadini e Medici e cittadini ed informatori scientifici
del farmaco non gliene è mai importato molto. |
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Dall'
Arena di Verona
Venerdì 27 Agosto 2004
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Nello
Martini, direttore dell’Aifa, deve occuparsi del controllo
dei medicinali
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Nelle mani
di un veronese tutto il settore farmaceutico
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di Chiara Tajoli È veronese il
direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa),
creata il 29 luglio di quest’anno. Si chiama Nello Martini,
ha 57 anni, è nato a Legnago e ha lavorato per oltre
vent’anni al Policlinico di Borgo Roma, dove era direttore
della Farmacia. Poi nel 1998 è stato nominato
direttore generale del servizio farmaceutico del Ministero
della Salute e dalla fine di luglio ha preso le redini
dell’Aifa.
«L’agenzia italiana del farmaco deriva dalla direzione
generale del servizio farmaceutico che era appunto una
struttura del Ministero della Salute, ma l’Aifa è un
organismo che ha una propria autonomia rispetto al Ministero
ed è stata creata per migliorare l’efficienza del sistema».
Tre le responsabilità dell’Agenzia.
«La prima è la registrazione e la messa in commercio dei
nuovi farmaci», spiega il direttore generale. «La
seconda è la definizione del prezzo dei farmaci e della
loro rimborsabilità. La terza, infine, è la
farmacovigilanza: l’Aifa opera un monitoraggio continuo
delle reazioni avverse e del profilo di beneficio-rischio
dei farmaci, attraverso la rete nazionale di
farmacovigilanza delle Asl, delle aziende ospedaliere, degli
Ircss, delle Regioni e delle industrie farmaceutiche.
Inoltre è responsabile dello sviluppo e della ricerca dei
nuovi farmaci».
Se Nello Martini ha accettato l’incarico è anche perchè
vuole raggiungere un importante obiettivo. «Voglio
ricreare un clima di fiducia con i cittadini e le
associazioni degli ammalati», afferma. «La mia
sensazione è che i cittadini guardino con sospetto al
settore dei farmaci del Ministero della Salute, legandolo al
ticket e alla riduzione di rimborsabilità, senza
considerarlo uno strumento di garanzia per la salute in
termini di accesso ai farmaci innovativi e a quelli per le
malattie rare. Vorrei che i cittadini sentissero che l’Aifa
è una struttura di garanzia della loro salute».
Il direttore generale dell’Aifa punta anche sul rilancio
della ricerca e sullo sviluppo dei nuovi farmaci in Italia.
«Sono più di trent’anni», sottolinea, «che non si scoprono
nuovi farmaci in Italia. I grandi investimenti vengono fatti
in altri Paesi. L’Italia deve recuperare il suo ruolo
chiave. Le oltre trecento industrie farmaceutiche
presenti sul nostro territorio devono considerare il
nostro Paese non solo come un mercato in cui guadagnare, ma
anche come un settore in cui reinvestire nella ricerca e
nello sviluppo. Insomma, bisogna puntare sull’innovatività».
Quanto al prezzo dei farmaci in Italia, Martini spiega che è
in linea con quello degli altri Paesi europei. «Il
problema non è che si spende troppo, ma che si potrebbe
spendere meglio. Talvolta si spende in modo eccessivo
rispetto alle reali necessità», afferma. «Ci sono persone
che ricorrono ai farmaci senza prima consultarsi col medico
o con il farmacista».
Un capitolo a parte, poi, è quello dei farmaci generici. Se
fino a tre anni non li utilizzava nessuno, adesso il loro
consumo è salito al 12 per cento e le prescrizioni al 20 per
cento. «E ciò permette di far risparmiare mille milioni
all’anno al Sistema sanitario nazionale», conclude Martini.
«Tutto denaro che viene utilizzato per rendere mutuabili i
nuovi farmaci e quelli per le malattie rare».
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