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Olmesartan riduce placche rispetto ad atenololo,
ma solo se grandi |
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http://www.pillole.org/public/aspnuke/news.asp?id=3662&sid=976165039
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Olmesartan
riduce placche rispetto ad atenololo, ma solo se grandi |
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Inserito
il 05 luglio 2008
In base ai risultati dello studio MORE dopo 2 anni di terapia
olmesartan ed atenololo riducono in egual misura la pressione
arteriosa e lo spessore dell'intima carotidea; olmesartan e non
atenololo si associa ad una riduzione del volume solo delle
placche di maggiori dimensioni.
Scopi
Lo studio MORE è un trial in doppio cieco su pazienti con
ipertensione ad elevato rischio cardiovascolare, ispessimento
dell'intima carotidea e ben definite placche carotidee studiate
mediante ecografia 2d e 3D, per comparare l'effetto di 2 anni di
trattamento con olmesartan medoxomil o atenololo sullo spessore
dell'intima della carotide comune (CC) (IMT) e sul volume della
placca (PV).
Pazienti e Metodi
Centosessantacinque ipertesi sono stati randomizzati a ricevere
olmesartan (2040 mg/die) o atenololo (50100 mg/die). L'esame
ecodoppler è stato effettuatao al tempo basale e dopo 28, 52 e
104 settimane. Il principale outcome di efficacia era il
cambiamento rispetto al basale dello spessore intimale della
carotide interna (CC-IMT) valutato con ecografia a 2 dimensioni.
Outcomes secondari includevano le variazioni del volume della
placca (PV) valutato con eco 3D e della pressione arteriosa.
Risultati
Olmesartan e atenolo hanno prodotto variazioni non
satisticamente diverse nel CC-IMT e nel PV; il valore medio di
IMT (Standard Error) era -0.090 (0.015) mm per Olmesartan e
-0.082 (0.014) mm per atenololo e per quanto attiene al PV era
-4.4 (2.3) µl e 0.1 (1.5) µl nel gruppo olmesartan e atenololo,
rispettivamente,. Nel sottogruppo di pazienti con basale PV
mediano di 33.7 µl, è stata osservata una variazione
significativa (p = 0.023) tra i due trattamenti poiché solo i
pazienti del gruppo Olmesartan mostravano una riduzione
significativa rispetto al basale del volume della placca ( PV:
-11.5 (4.4) µl ossia -8,9%) mentre questa riduzione non si
evidenziava nel gruppo atenololo ( PV: 0.6 (2.5) microl) in cui
si evidenziava un aumento del PV del 2,4%. Anche nelle placche
più grandi (valore medio di almeno 50 microl) il PV è diminuito
nel gruppo Olmesartan ed aumentato del 2.1% nel gruppo atenololo
(p =0.017). Questi effetti di riduzione del volume della placca
sono evidenti dalla 28 settimana. La riduzione della pressione
arteriosa era comparabile in entrambi i gruppi.
Conclusioni
Gli Autori concludono che lo spessore intimale e la pressione
arteriosa si riducono in modo simile dopo 2 anni di terapia con
Olmesartan e Atenololo; solo Olmesartan era associato con una
riduzione del volume delle placche di maggiori dimensioni
Fonte: Stumpe K O, Agabiti-Rosei E, Zielinski T et al.
Carotid intima-media thickness and plaque volume changes
following 2-year angiotensin II-receptor blockade. The
Multicentre Olmesartan atherosclerosis Regression Evaluation
(MORE) study. Therapeutic Advances in Cardiovascular Disease
(2007) 1(1) 1-6
Commento di Luca Puccetti
L'agenzia ImmediaPress il 10/12/2007 ha dato questa notizia:
"Questi risultati hanno evidenziato come è potenzialmente
possibile ridurre due delle maggiori cause di malattia
cardiovascolare- alta pressione arteriosa e aterosclerosi - con
un solo farmaco", ha detto il prof. Enrico Agabiti Rosei,
Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Università di
Brescia.......(omissis).... "Questo è il primo studio condotto
con un ARB che dimostra la riduzione del volume della placca."
I risultati dello studio MORE si aggiungono alla crescente
raccolta di studi di protezione vascolare di olmesartan,
mostrando che nei pazienti con ipertensione arteriosa, in
aggiunta all'efficace abbassamento dei valori pressori,
Olmesartan protegge contro il danno cardiovascolare e d'organo,
"benefici che devono essere considerati seriamente quando si
prescrive un agente antipertensivo in pazienti che possono avere
una placca aterosclerotica"-
Lo studio è su piccoli numeri e quindi verosmilmente non ha la
potenza necessaria a rilevare differenze significative nello
spessore e nel volume delle placche dell'intera popolazione
arruolata tra i due farmaci in studio. Dunque può esserci un
problema di undersizing della casistica che può aver inficiato i
risultati.
Da un punto di vista formale, al contrario di alcuni
trionfalistici lanci di agenzia, lo studio ha dato luogo a
risultati positivi sia per Olmesartan che per Atenololo per
quanto attiene all'outcome primario. Solo per un outcome
secondario e solo dopo essersi riferiti ad un sottogruppo di
pazienti Olmesartan, al contrario di atenololo, si è associato
ad una risuzione statisticamente significativa del volume della
placca.
A parte i problemi di riproducibilità delle misure in 3D e
dell'intimo errore correlato alla metodica, abbiamo un dato che
si evidenzia solo come outcome secondario ed in un'analisi
post-hoc. E' pur vero anche che variazioni rilevate su 2
dimensioni si rivelano maggiori se valutate in 3D, come avviene
per la valutazione della crescita dei noduli polmonari mediante
software CAD e di ricostruzione spaziale.
Il fatto però che entrambi i farmaci abbiano ridotto lo spessore
dell'intima rispetto al basale fa sorgere dubbi sullo specifico
effetto antiaterogenico dell'Olmesartan rilevato, come abbiamo
detto, solo con un analisi post hoc. Inoltre un possibile
elemento condizionante l'esito dello studio è la sua durata che
può darsi sia troppo breve per evidenziare le dinamiche sullo
spessore intimale.
Pertanto i risultati costituiscono, al più, una premessa per
effettuare studi ad hoc con campioni molto più ampi. Rimane poi
il problema della valutazione di un indice surrogato e dunque
del significato clinico di tale variazione (eventuale) della
placca in termini di eventi, anche se appare una prospettiva
interessante poter ridurre il carico ateromasico
indipendentemente dalla riduzione pressoria. Rimane altresì
tutto da valutare il timing di una eventuale terapia
antipertensiva ad azione antiaterogena, dal momento, che pur con
tutti i limiti sopraesposti, lo studio ha mostrato una riduzione
significativa del PV con Olmesartan solo per le placche di
grandi dimensioni. |
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