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APPELLO DI UN
OVER
50 IN MOBILITA’ CON LA
PROSPETTIVA DI UNA PENSIONE CHE SI ALLONTANA E
LE NUOVE DIFFICOLTA’ A RIENTRARE NEL MONDO DEL
LAVORO.
Le
multinazionali farmaceutiche, negli ultimi 4
anni hanno licenziato circa 15000 informatori
scientifici. Tutto è
passato sotto completo silenzio. Le
mobilità si sono moltiplicate sopratutto per gli
over 50 che non riescono ad
arrivare a maturare la pensione con dette
mobilità (diventate corte).
Le
multinazionali continuano a
macinare sempre più profitti e fanno pagare le
loro ristrutturazioni allo
Stato (Si Fermi questo sperpero.
Si Imponga alle multinazionali di pagarsi le
ristrutturazioni). Nonostante
gli incentivi alle riassunzioni questa fascia di
età non viene quasi mai riassunta preferendosi
i più giovani (ritenuti, non sempre a
ragione, più efficienti e
produttivi).
Il
nostro lavoro, sicuramente usurante (non nella
componente fisica ma psichica) è difficilmente
pensabile di poter essere svolto oltre i
sessanta anni, tanto è vero che si cerca di
licenziare sopratutto gli over 50.
SPESSO NEGLI ANNUNCI
DI RICERCA
DEL PERSONALE VIENE
RICHIESTA, COME PUNTO DI
FORZA DEL CANDIDATO, E NON A
CASO, LA RESISTENZA ALLO STRESS.
Non è
stata mai risolta
l’ambiguità in
cui da sempre versa
il nostro ruolo:
puri informatori o venditori?
Dipendiamo dalla direzione vendita quindi
dobbiamo vendere e con la torta sempre più
piccola (riduzione spesa farmaceutica) le
pressioni aziendali su di noi si fanno sempre
più asfissianti. Gli autisti di mezzi pubblici
vengono fermati a 60 anni. (questo limite di età
vorrà allora dire qualcosa?).
Gli
informatori (in particolare gli specialist)
svolgono la propria attività PERCORRENDO dai
35000 ai 50000 km all’anno. Il carico
burocratico negli ultimi anni è cresciuto per
noi in maniera esponenziale (da ex repubblica
sovietica).
Mi
chiedo e Vi chiedo: la resistenza allo stress,
le pressioni aziendali, il carico burocratico, i
50000 km all’anno, sono gestibili fino a 66 anni
(nuova età ipotizzata per andare in pensione)? E
ciò vale per chi lavora. In una
prospettiva di allungamento, quindi, dell'età
pensionabile, con dette continue
ristrutturazioni delle multinazionali
farmaceutiche, con le
mobilità corte e
l'impossibilità di
rientrare nel mondo del lavoro (anche
scegliendo altri settori) cosa dovrà fare un
informatore over 50 a mobilità ultimata per
mantenere la famiglia e pagare il mutuo,
aspettando la pensione che rischia di
allontanarsi? Sono molte migliaia
gli informatori scientifici in serie difficoltà.
Essi
sono molto più numerosi dei 5000
lavoratori Della vecchia
Alitalia per i quali si sono trovate buone e
dignitose soluzioni. Anche gli informatori
(ormai da tempo bastonati e considerati
cittadini di serie B o, forse
meglio, non considerati affatto ) hanno gli
stessi diritti dei
lavoratori dell’Alitalia e di tutti i
lavoratori e devono, quindi, ottenere
altrettante adeguate soluzioni,stesso
impegno da parte del Governo
.
In
particolare la fascia di età degli over 50 deve
trovare una maggior
protezione: evitare che la scelta dei
licenziamenti (se proprio la si debba subire
senza possibilità di alternativa ) cada su di
essi invece che sui più
giovani colleghi (i quali
possono più facilmente reimpiegarsi,date le
nuove tendenze del mercato del
lavoro) o in
alternativa dare una mobilità
fino al raggiungimento della pensione; non
aumentare l’età pensionabile se si è in mobilità
e vicini all’età della pensione o,
ancor meglio e in alternativa,
garantire delle corsie privilegiate di
riassunzione nel Pubblico visto che
il settore Privato difficilmente assume un
cinquantenne anche con in dote degli incentivi
all’accupazione.
Il mio
caso personale (non unico e nemmeno raro):
Sono nato il 25/3/1955, compirò
57 anni a marzo. Sono stato collocato in
Mobilita’ dalla Wyeth lederle spa ( farmaceutica
multinazionale americana con sede ad Aprilia) il
30/4/2010. In questa procedura non sono stati
considerati né i carichi familiari né
l’anzianità di servizio.
Sono quindi andati in mobilità un rilevante
numero di over 50. Ho accettato (insieme con i
colleghi in condizioni simili) l’accordo di
mobilità (4 anni) e relativo incentivo all’esodo
(che mi avrebbe consentito di la pagare la
contribuzione volontaria dei due anni mancanti,
dopo i 4 di mobilità e se non
mi fossi rioccupato come fortemente probabile)
con la prospettiva di
maturare la pensione nel
novembre 2016 con la quota 97 a quasi 62 anni.
Avendo constatato che negli ultimi 4 o 5 anni
l’informazione scientifica
aveva subito dei duri colpi
occupazionali, senza per
altro assistere ad una seria ricerca di
soluzioni alle problematiche
di settore, ho deciso di
programmare e fare grossi
sacrifici economici nell’unica prospettiva
(salvavita) della pensione a
novembre 2016. Ho deciso di riscattare i 4 anni
di laurea (febbraio 2009, 613
euro al mese per 10 anni) ed ho ricongiunto la
contribuzione versata nella gestione dei
lavoratori autonomi
nel fondo dei lavoratori dipendenti ( 10000
euro). Ho fatto domanda all’Inps (accettata) per
la contribuzione volontaria.
Concludendo: Se passasse la
norma dei 66 anni (PER CHI E’ IN MOBILITA’)
cambierebbe le regole del
gioco a gioco iniziato: non avrei
mai accettato un accordo senza garanzia
di mobilità lunga. Non avrei chiesto il riscatto
di laurea ed il ricongiungimento contributivo.
Si
dice che il riscatto serva comunque come cumulo
di contributi ed è vero ma è ancor più vero che
a fine mobilità e con prospettiva di
disoccupazione quasi certa per un (a quel punto)
sessantenne i 613 euro vadano
spesi forse per mangiare più che per il
riscatto.
Guardiamo in faccia la realtà: io (e le altre
migliaia di colleghi) non andremo in pensione
(in soluzione salvavita, con la quota) ma
a 60 anni non potremo neanche
lavorare se non intervengono
leggi ad hoc.
Chiedo
e mi auguro che le Istituzioni preposte
sappiano trovare giuste, adeguate e
dignitose soluzioni ai problemi di questa parte
di popolo italiano (quella degli informatori)
che ha sempre pagato le tasse (ritenuta
alla fonte), e che non è affatto responsabile
della “cosiddetta” crisi di settore (se i
fatturati qualche volta sono calati non è
certo stato colpa della categoria). Ringraziando
della cortese attenzione
Saluto
cordialmente
GIANFRANCO D’ARMENTO
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