Organo culturale sull'informazione scientifica del farmaco
Visualizzazione ottimizzata per Internet Explorer - Compatibile per Firefox - Chrome - Safari

 

APPELLO DI UN  OVER  50 IN MOBILITA’

Gentile Francesco, ho inviato l’appello che allego al segretario Camusso ed al Ministro del Lavoro. Non escludo di inviarlo al Presidente del Consiglio ed al Presidente della Repubblica. Ti chiedo (tramite il Sito) di invitare i colleghi che sono nelle mie stesse condizioni a fare altrettanto. Certo di un tuo riscontro positivo ti saluto cordialmente

Gianfranco D’Armento


APPELLO DI UN  OVER  50 IN MOBILITA’ CON LA PROSPETTIVA DI UNA PENSIONE CHE SI ALLONTANA E LE NUOVE DIFFICOLTA’ A RIENTRARE NEL MONDO DEL LAVORO.

Le multinazionali farmaceutiche, negli ultimi 4 anni hanno licenziato circa 15000 informatori scientifici. Tutto è passato sotto completo silenzio. Le mobilità si sono moltiplicate sopratutto per gli over  50 che non riescono ad arrivare a maturare la pensione con dette mobilità (diventate corte).

Le multinazionali  continuano a macinare sempre più profitti e fanno pagare le loro ristrutturazioni  allo Stato (Si Fermi questo sperpero. Si Imponga alle multinazionali di pagarsi le ristrutturazioni).  Nonostante gli incentivi alle riassunzioni questa fascia di età non viene quasi mai riassunta preferendosi  i più giovani (ritenuti, non sempre a ragione, più efficienti  e produttivi).

Il nostro lavoro, sicuramente usurante (non nella componente fisica ma psichica) è difficilmente pensabile di poter essere svolto oltre i sessanta anni, tanto è vero che si cerca di licenziare sopratutto gli over 50. SPESSO NEGLI ANNUNCI DI  RICERCA  DEL PERSONALE  VIENE RICHIESTA, COME PUNTO DI  FORZA DEL CANDIDATO, E  NON A CASO, LA RESISTENZA ALLO STRESS.

Non è stata mai risolta l’ambiguità  in  cui da sempre versa il nostro ruolo: puri informatori o venditori? Dipendiamo dalla direzione vendita quindi dobbiamo vendere e con la torta sempre più piccola (riduzione spesa farmaceutica) le pressioni aziendali su di noi si fanno sempre più asfissianti. Gli autisti di mezzi pubblici vengono fermati a 60 anni. (questo limite di età vorrà allora dire qualcosa?).

Gli informatori (in particolare gli specialist) svolgono la propria attività PERCORRENDO dai 35000 ai 50000 km all’anno. Il carico burocratico negli ultimi anni è cresciuto per noi in maniera esponenziale (da ex repubblica sovietica).

Mi chiedo e Vi chiedo: la resistenza allo stress, le pressioni aziendali, il carico burocratico, i 50000 km all’anno, sono gestibili fino a 66 anni (nuova età ipotizzata per andare in pensione)? E ciò vale per chi lavora.  In una prospettiva di allungamento, quindi, dell'età pensionabile, con dette continue ristrutturazioni delle multinazionali farmaceutiche, con le mobilità corte e l'impossibilità di rientrare nel mondo del lavoro (anche scegliendo altri settori) cosa dovrà fare un informatore over 50 a mobilità ultimata per mantenere la famiglia e pagare il mutuo, aspettando la pensione che rischia di allontanarsi? Sono molte  migliaia gli informatori scientifici in serie difficoltà.

Essi sono molto più numerosi dei  5000 lavoratori Della vecchia  Alitalia per i quali si sono trovate buone e dignitose soluzioni. Anche gli informatori (ormai da tempo bastonati e considerati cittadini di serie B  o, forse meglio, non considerati affatto ) hanno gli stessi diritti  dei  lavoratori dell’Alitalia e di tutti i lavoratori e devono, quindi, ottenere  altrettante adeguate soluzioni,stesso impegno da parte del Governo .

In particolare la fascia di età degli over 50 deve trovare una maggior protezione: evitare che la scelta dei licenziamenti (se proprio la si debba subire senza possibilità di alternativa ) cada su di essi  invece che sui più giovani colleghi (i quali  possono più facilmente reimpiegarsi,date le nuove tendenze del mercato del  lavoro)  o in alternativa  dare una mobilità fino al raggiungimento della pensione; non aumentare l’età pensionabile se si è in mobilità e vicini all’età della pensione o,  ancor meglio e in alternativa,  garantire delle corsie privilegiate di riassunzione nel Pubblico visto che il settore Privato difficilmente assume un cinquantenne anche con in dote degli incentivi all’accupazione.   

Il mio caso personale (non unico e nemmeno raro):

Sono nato il 25/3/1955, compirò  57 anni a marzo. Sono stato collocato in Mobilita’ dalla Wyeth lederle spa ( farmaceutica multinazionale americana con sede ad Aprilia) il 30/4/2010. In questa procedura non sono stati considerati né i carichi familiari né l’anzianità di servizio.

Sono quindi andati in mobilità un rilevante numero di over 50. Ho accettato (insieme con i colleghi in condizioni simili) l’accordo di mobilità (4 anni) e relativo incentivo all’esodo (che mi avrebbe consentito di la pagare la contribuzione volontaria dei due anni mancanti, dopo i  4 di mobilità e se non mi fossi rioccupato come fortemente probabile)   con la prospettiva di  maturare la pensione nel  novembre 2016 con la quota 97 a quasi 62 anni.

Avendo constatato che negli ultimi 4 o 5 anni  l’informazione scientifica  aveva subito dei duri colpi occupazionali,  senza per altro assistere ad una seria ricerca di soluzioni alle problematiche  di settore, ho deciso  di programmare e fare  grossi sacrifici economici nell’unica prospettiva (salvavita) della pensione a  novembre 2016. Ho deciso di riscattare i 4 anni di laurea (febbraio 2009,  613 euro al mese per 10 anni) ed ho ricongiunto la contribuzione versata nella gestione dei  lavoratori autonomi  nel fondo dei lavoratori dipendenti ( 10000 euro). Ho fatto domanda all’Inps (accettata) per la contribuzione volontaria.

Concludendo:  Se passasse la norma dei 66 anni (PER CHI E’ IN MOBILITA’)  cambierebbe le regole del  gioco a gioco iniziato: non avrei  mai accettato un accordo senza garanzia di mobilità lunga. Non avrei chiesto il riscatto di laurea ed il ricongiungimento contributivo.

Si dice che il riscatto serva comunque come cumulo di contributi ed è vero ma è ancor più vero che a fine mobilità e con prospettiva di disoccupazione quasi certa per un (a quel punto) sessantenne i  613 euro vadano spesi forse per mangiare più che per il riscatto.

Guardiamo in faccia la realtà: io (e le altre migliaia di colleghi) non andremo in pensione  (in soluzione salvavita, con la quota) ma a 60 anni non potremo  neanche lavorare  se non intervengono leggi ad hoc.

Chiedo e mi auguro che le Istituzioni preposte  sappiano trovare giuste, adeguate e dignitose soluzioni ai problemi di questa parte di popolo italiano (quella degli informatori)  che ha sempre pagato le tasse (ritenuta alla fonte), e che non è affatto responsabile della  “cosiddetta” crisi di settore (se i  fatturati qualche volta sono calati non è certo stato colpa della categoria). Ringraziando della cortese attenzione

 Saluto cordialmente

GIANFRANCO D’ARMENTO

 

 

Hit Counter

 

HOME

 

WOP!WEB Servizi per siti web... GRATIS!

 

| Qualora tu ritenga  di non gradire i nostri link alle notizie del tuo sito, Ti preghiamo di contattarci immediatamente per e-mail al fine di verificare e rimediare tempestivamente. Il sito www.informatori.it declina ogni responsabilità sugli errori e la veridicità dei contenuti del sito linkato. Se ritieni di avere il diritto alla replica, modifica o cancellazione del testo scrivici a informatori@informatori.it .

Sito registrato di Impresa Individuale REA 172995 - PI 02661370797 - Lupinacci Francesco - Servizi Informatici e organizzazione