  
Il 22 luglio a Milano, al tavolo della farmaceutica tenuto presso la
sede di Federchimica, recependo le istanze espresse in più occasioni
dagli Isf loro iscritti, la Triplice sindacale, CGIL, CISL e UIL, non ha
trattato alcuna modifica nel CCNL dei chimici del profilo professionale
dell'informatore scientifico del farmaco. Contro tali proposte di
modifica, avanzate dalle industrie farmaceutiche, si erano già espressi
il Forum nazionale delle RSU farmaceutiche e le associazioni
professionali nazionali Aiisf e Federisf. Questa la notizia, che corona
tutta una serie di interventi contrari da noi pubblicati. Aggiungiamo,
da parte nostra, che stavolta i sindacati confederali non hanno potuto
ignorare la forte reazione generalizzata della categoria contro una
deriva commerciale che si sarebbe aperta per la professione dell'Isf, e
che contrastava palesemente con gli indirizzi espressi dalle normative
vigenti e da un'ampia ed autorevole giurisprudenza. Ci parrebbe a questo
punto doveroso e coerente, da parte dei sindacati nazionali, far
ritirare la loro firma dall'unico accordo aziendale vigente in materia
nella Sandoz-Novartis (cui avevano aderito solo due sigle sindacali).
Come pure ci parrebbe doveroso, anche da parte della RSU interna
Sandoz-Novartis, che spiegassero ai loro iscritti con quali basi
giuridiche o finalità di utilità sociale e professionale si è
giustificato un tale accordo.
Francesco Lupinacci |