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ILLEGALE EMETTERE LE RICETTE MEDICHE CON IL
DISTRIBUTORE |
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pillole.org |
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martedì 30 ottobre 2012 15.41.24
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Il
RICEMAT: MA E’ LEGALE? |
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http://www.pillole.org
In
alcune citta’ e’ stata massa in
opera da alcuni medici una
macchinetta (il “Ricemat”) che
rilascia ricette al di fuori
dello studio medico con
meccanismo simile a quello del
Bancomat.
Si
Riassume la questione per chi
non ne avesse conoscenza o non
avesse visto i filmati che
girano su Youtube: il RICEMAT e'
una specie di Bancomat che
rilascia, a richiesta, le
ricette ripetitive per le
patologie croniche.
Funzionamento: il medico deve
lasciare nella macchinetta una
serie di ricette gia' firmate
in
bianco (questo nei filmati non
viene sottolineato...); il
paziente striscia la tessera
sanitaria, sullo schermo vengono
evidenziati i farmaci che il
medico ha precedentemente
classificato ed inserito tra
quelli ripetibili
automaticamente, il paziente da'
l' ok e riceve la ricetta
stampata.
Ora
mi chiedo: in cosa differisce la
procedura da quella del medico
che lascia le ricette firmate in
bianco alla segretaria, che
verifica quanto sopra e stampa
la ricetta?
Mi
sembra che la procedura sia la
stessa, salvo il fatto che in un
caso e' attuata da una macchina,
nel secondo caso da un essere
umano (certamente piu'
adeguato).
Il
problema e' che la procedura,
anche nel caso venga effettuata
da una persona fisica, e' stata
gia' dichiarata ILLEGALE!
Questo perche' ogni prescrizione
va effettuata E VERIFICATA dal
medico, anche se e' ripetitiva,
e non puo' essere affidata a
terzi (che sia un essere umano o
una macchina, non fa
differenza).
La
Cassazione ha condannato
penalmente, di recente, un
medico e due farmacisti perche'
il medico aveva affidato a
costoro (che pure sono operatori
laureati, molto qualificati)
l'incombenza della ripetizione
di ricette "croniche". Si tratta
di falso ideologico, perche' il
medico, apponendo la firma sulle
ricette, attesta di averne
verificata la necessita' e l'
utilita', che invece va
verificata volta per volta.
La
Cassazione NON ha basato la sua
decisione sul fatto che i
farmacisti potessero forse
presentare dei conflitti di
interesse, ma solo sul concetto
che il medico, quando firma una
ricetta, deve sapere cio’ che
firma!
Vedi
su
http://www.scienzaeprofessione.it/public/nuke/modules.php?name=News&file=article&sid=486
Ma il
concetto parte da lontano, sono
al corrente addirittura da una
sentenza delle Sezioni Unite del
1988 di condanna per un dentista
che lasciava ricette firmate
all’ odontoiatra (Sez. Un.
7/6/1988). E certamente ce ne
sono delle altre!
Come
abbiamo gia' espresso in
passato, la procedura corretta
e' quella che PRIMA la
segretaria compila la ricetta e
DOPO il medico la firma per
convalida. Lo stesso concetto
vale in ogni caso, di operatore
umano o meccanico.
Viste
le premesse, sconsiglio
caldamente (almeno fino a nuove
esplicite disposizioni normative
che tuttavia mi sembrano
improbabili) l' adozione di
queste macchinette.
Oltretutto questa procedura
comporta a mio parere una
perdita netta e irreparabile di
professionalita' da parte del
medico di famiglia che si
trovera' certamente alleggerito
nel lavoro ma anche nel ruolo
professionale, che consiste
anche nel tenere sotto stretto
controllo la prescrizione
farmaceutica, che non va
delegata neanche
temporaneamente.
Anche
se la macchinetta e’ tarata per
rilasciare le ricette solo per
periodi prefissati (ad esempio
per tre mesi) in questi periodi
il medico viene a perdere
totalmente il controllo del
paziente in quanto la persona,
per quel periodo, non accede
allo studio e quindi non esprime
eventuali problemi che
potrebbero indurre il medico ad
un approfondimento.
In
alcune regioni la validita'
della ricetta e' stata
temporalmente prolungata, per
cui viene a cadere la necessita'
di frequenti ripetizioni di
ricetta.
Esistono poi altri problemi di
privacy:
- Non
c’e’ identificazione certa di
colui che effettua il prelievo,
in quanto l’ eventuale
smarrimento o furto della
tessera sanitaria consentirebbe
a chiunque di prelevare farmaci
di altre persone.
- Ma
anche nel caso di terze persone
autorizzate al ritiro, il
Garante Privacy ( 9/11/2005 e ad
esempio nella newsletter n. 317
del 19 dicembre 2008) ha
sottolineato: ” Le prescrizioni
mediche devono essere consegnate
solo al paziente o ritirate
anche da persone diverse sulla
base di una delega scritta
mediante la consegna in busta
chiusa”. Anche se il paziente
avesse delegato un terzo, la
delega al ritiro della
prescrizione permette appunto di
ritirarla ma non autorizza a
prendere conoscenza dei suoi
contenuti per cui la consegna a
terzi va effettuata sempre in
busta chiusa.
Figuriamoci nel caso di una
macchinetta, dove nessuno ha
cognizione di chi sia colui che
ha materialmente ritirato la
ricetta stessa.
E,
come ha specificato il Garante,
la consegna va effettuata sotto
controllo di un addetto, e non
usando procedure semplificate
che lasciano incustodito il
materiale.
Mi
meraviglio che il sistema sia
gia' attivo in alcuni posti, ma
lo ritengo un brutto sintomo: la
comodita' ad ogni costo viene ad
essere privilegiata rispetto
alla correttezza della prassi.
Forse
sono antiquato, ma la penso
cosi', e per fortuna finora mi
sembra di essere in buona e
importante compagnia.
Daniele Zamperini
http://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/2010/11/19/416983-pazienti_basta_file.shtml
Vedi
pure la ASL di Legnano
http://www.cureprimarie-ulss21.it/page.asp?id=1201&title=ancora-sul-ricemat
http://www.scienzaeprofessione.it/public/nuke/modules.php?name=News&file=article&sid=231
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