Organo culturale sull'informazione scientifica del farmaco

 
Visualizzazione ottimizzata per Internet Explorer - Compatibile per Firefox - Chrome - Safari - SO Android

 

A ROMA NON SERVE ANDARE
Nicola  
martedì 30 ottobre 2012 15.40.48


Chiedo venia se intervengo nuovamente sull'argomento innescato dal recente provvedimento della spending review e sulla necessità di far prescrivere il principio attivo. Bene, a differenza di altri colleghi che vogliono manifestare a Roma, personalmente penso sia assolutamente inutile.
E' il momento di ragionare ed intervenire uno ad uno, con nome e cognome, a difendere il nostro lavoro. Sul come è presto detto.

Probabilmente ognuno di voi sa perfettamente che la pletora di generici si vendono in farmacia spintaneamente a botta di sconti del tipo 'a chi offre di più'.

In altri termini è risaputo che i genericisti (che ricordo vendono non generici puri ma semi-branded come qualsiasi altro equivalente a prezzo di riferimento con la sfortuna di avere un nome di fantasia) per piazzare i loro prodotti d'oriente con i piazzisti di cui si circondano (per carità gente laureata ma costretta a svendere i loro prodotti a suon di megaofferte commerciali che ricordano tanto i cari venditori porta a porta) sono costretti ad intervenire solo sulle farmacie con sconti ASSOLUTAMENTE FUORI LEGGE che configurano a pieno titolo il reato di comparaggio verso il farmacista.

Recentemente la legge ha ben definito la questione specificando che sia i prodotti di fascia A che quelli di fascia C (in particolare su quest'ultima si fanno addirittura omaggi) non possono essere sottoposte a sconti superiori a quanto previsto nella normale filiera distributiva, cioè il 41,35% per la fascia A ed il 33% sulla C.

Ebbene cari colleghi QUESTO NON SUCCEDE MAI.

Le aziende che venissero colte con le mani nel sacco, oltre a pene pecunarie, potrebbero essere sanzionate con il ritiro dell'AIC sui prodotti incriminati (cioè tutti) e le farmacie che accettano sconti (= soldi) o altre prebende potrebbero vedere chiuse le loro botteghe per un certo periodo o in maniera definitiva nel caso di reato ripetuto.

Bene, la nostra battaglia da settembre sarà semplicemente questa: segnalare alla Guardia di Finanza eventuali malefatte e contribuire a spazzare via il marcio che, vi posso assicurare, è tanto e facilmente verificabile soprattutto se il medico di base vi dirà che il farmacista elargisce sempre la stessa marca o vedete interi scaffali con prodotti di un'azienda.

Capisco perfettamente che la delazione non rappresenta il massimo in termini di eticità nella professione, ma questa volta si tratta di una guerra, forse l'ultima prima di vedere estinta la nostra categoria, nella quale ogni azione è utile per colpire il nemico.

Una semplice segnalazione potrà servire più di mille marce su Roma!

Nicola

N.B. sicuramente anche i gruppi di acquisto (grossisti e cooperative) risentiranno negativamente di questa legge. Anche in mezzo a loro, c'è da scommettere, ci saranno caduti sul campo!
NDR - Riferimenti: UTIFAR.IT : "La farmacia può così contare, per i generici, su di un potenziale utile massimo del 41,35% per gli acquisti diretti. Per la farmacia la sanzione, in caso di violazione, vada 500 a 3000 euro e, in caso di reiterazione può essere disposta la chiusura della farmacia per non meno di 15 giorni.".

Articolo Completo (Formato PDF)

 

Visite totali
Hit Counter
 On line adesso

 

HOME

 

 

| Qualora tu ritenga  di non gradire i nostri link alle notizie del tuo sito, Ti preghiamo di contattarci immediatamente per e-mail al fine di verificare e rimediare tempestivamente. Il sito www.informatori.it declina ogni responsabilità sugli errori e la veridicità dei contenuti del sito linkato.

Sito registrato di Impresa Individuale REA 172995 - PI 02661370797 - Lupinacci Francesco - Servizi Informatici e organizzazione