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Le qualità di un buon informatore
Giuseppe mercoledì 16 novembre 2016 12.27


From: giu.xxx@libero.it
Sent: Tuesday, September 29, 2015 7:17 PM
To: informatori@informatori.it
Subject: le qualità di un buon isf

Salve Dott. Lupinacci,

è da circa 6 mesi che lavoro come isf, con grande devozione verso questa professione che sin da piccolo ammiravo, a differenza di chi spesso la scredita. Sin dal primo giorno di lavoro, sono stato letteralmente "spinto" negli studi medici senza avere la minima esperienza e senza un AM che mi iniziasse al lavoro. Quindi da solo sto cercando di capire al meglio la professione e quali aspetti devo privilegiare. Le confesso che sono in difficoltà perchè a volte i medici sembrano impassibili e indifferenti. Quindi mi chiedo e le chiedo quali dovrebbero essere le qualità di un buon isf, cosa privilegiare in ambito lavorativo?? Come coltivare un rapporto col medico??
grazie per la disponibilità

Cordiali Saluti

Giuseppe

Buongiorno Giuseppe. Senza dubbio avere la fortuna di avere un buon capo area, nei primi mesi del lavoro da informatore, è sicuramente un fattore determinante per accelerare l’apprendimento pratico della professione.

Ma, quando manca il capo area e ti capita di poterlo fare, non esitare ad entrare con un altro collega in un ambulatorio. Dai colleghi, specie nella fase iniziale della professione, si apprende tantissimo.

Ciò che devi fare è studiare attentamente la tecnica di comunicazione usata dai colleghi (o, se un giorno lo avrai, dal capo area).
L’informatore lo possiamo paragonare anche ad un bravo giornalista video. Il successo di un buon giornalista dipende dalla chiarezza con cui espone l’informazione e dalla sua capacità di sintesi.

Nel tuo caso gli spettatori sono i medici ma, a differenza dei giornalisti video, devi riuscire ad interessare direttamente l’interlocutore. Alle volte è sufficiente individuare i suoi interessi nell’argomento che presenti, o anche i suoi interessi in modo più generale, per comunicare con lui.

Se riesci a conoscere il medico presto troverai il modo di superare la sua indifferenza.

A mio parere, spesso, tale indifferenza è dovuta al fatto che il medico incontra molti informatori ogni giorno e tanti di essi espongono in modo monotono e noioso le loro informazioni; sono lunghi ed eccessivamente insistenti e, alla fine, chiedono la prescrizione (cosa che un medico ricorda di fare solo dopo che sei riuscito a superare, con pazienza e abilità, la sua indifferenza).

La prescrizione di uno specifico  prodotto (tra tanti simili o uguali), per il medico, oltre che un gesto utile per il paziente, è un modo di riconoscere l’utilità delle tue visite.

Un aspetto che interessa il medico è la preparazione scientifica dell’informatore; il fatto che riesce a dirgli, in sintesi, qualcosa (anche che riguarda una patologia piuttosto che il suo prodotto) che lui non sapeva e che nessun altro informatore gli ha mai detto.

Non esitare a studiare per conto tuo le novità scientifiche attinenti i tuoi prodotti, in modo da essere aggiornatissimo, e non farti problemi a portarti degli articoli scientifici stampati da te nella borsa.

L’informatore lo possiamo paragonare anche ad un bravo attore. Il successo di una commedia teatrale o di un film dipende tantissimo dai contenuti, ma anche da come si riesce a imprigionare l’attenzione degli spettatori e le loro emozioni.

Nel caso dell’informatore si hanno pochi minuti per intrecciare un rapporto comunicativo con il medico, ecco perché ritengo che fare l’informatore sia più difficile che fare il giornalista o l’attore.

Impara a muoverti nei tuoi discorsi, nei tuoi movimenti e nelle tue pause e cerca in tutti i modi di interessare il medico.
Se vuoi essere un bravo informatore devi essere ricordato dal medico, per la tua preparazione e per come la esprimi. Soprattutto devi essergli utile, in modo che la volta successiva sia lieto della tua visita.

Le altre doti sono anche la simpatia e la sensibilità verso i problemi del medico.

Sono doti che, in misura diversa, abbiamo tutti ma, nel caso dell’informatore, devono essere coltivate negli anni.

Il solo fatto che tu ti preoccupi di imparare la professione e che mi abbia scritto, in modo sintetico e chiaro, fa ben sperare per il successo della tua vita lavorativa. Sono certo che, fra tanti anni, i medici (ed i colleghi) saranno i tuoi migliori amici e capirai che la professione che hai scelto non è meno affascinante, bella ed utile di quella di un bravo attore o di un grande giornalista.

In bocca al lupo

Francesco Lupinacci

 

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