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CAMBIANO GLI INFORMATORI DEL FARMACO, MA NON PER TUTTI.
Francesco Lupinacci                        Aggiornato il >>> lunedì 01 ottobre 2018 09.42


Partiamo dalla fine, tanto per cambiare.

Il sacro testo che regola questa professione è sempre la legge 219/2006. Dopo, come importanza, ci autorizziamo a citare le linee guida Stato-Regioni, che richiedono a tutte le regioni a statuto ordinario o speciale, idem per le province, di emanare un regolamento più dettagliato che faccia capire al popolo cosa fanno quei signori con la borsa (vale anche al femminile) nelle sale di attesa dei medici. Naturalmente, per non smentire la nostra natura italiana, ABRUZZO - LIGURIA - BOLZANO PROV. AUT. hanno pensato che la cosa non li riguardasse e non si trova nulla prodotto da queste istituzioni. Gli altri non seguirono il loro esempio e, chi presto e chi tardi, approvarono i regolamenti regionali e/o provinciali.

Nell'articolo 122, comma 3, della legge 219/2006, i legislatori scrissero anche che:

3. L'attivita' degli informatori scientifici e' svolta sulla base di un rapporto di lavoro instaurato con un'unica impresa farmaceutica. Con decreto del Ministro della salute, su proposta dell'AIFA, possono essere previste, in ragione delle dimensioni e delle caratteristiche delle imprese, deroghe alle disposizioni previste dal precedente periodo.

Interpretato nella lingua di Dante (che oggi chiamano Italiano), il significato pratico che si vuol dare al comma 3 è che, con apposito decreto  ministeriale e su proposta dell'AIFA in base alla dimensione dell'impresa, gli informatori del farmaco possono esercitare, in deroga, la professione di Isf con più di una impresa farmaceutica.

Per essere quindi più precisi, oggi ci risulta, dalla normativa vigente, che si può lavorare con più imprese farmaceutiche in un unico modo, con la partita Iva ed un contratto in plurimandato. Per cui l'uso della partita Iva nell'attività degli informatori è stato sdoganato da anni.

Quanto riportato nel comma 3, non riporta, inoltre, che l'unica impresa farmaceutica di cui accenna deve adoperare il contratto chimico farmaceutico. La legge non si impiccia di questo aspetto; non specifica, parla o privilegia alcun tipo di contratto. Laonde per cui è sufficiente che l'azienda farmaceutica faccia rispettare ai suoi informatori, per quanto li riguarda, il decreto 219/2006. Tutto il resto, senza scendere in basso, è vento o acqua in bocca o fuffa, a vostra scelta.


Qui consentiteci di rivendicare, in tre righe, anche la nostra interpretazione che anticipava, senza dubbi, e dava a questa legge la dignità di SECONDA SANATORIA per l'esercizio di questa professione (cosa poi riconosciuta, nei propri documenti, dall'AIFA e da Farmindustria).

Chiariamo,quindi, anche un'altro comma. Potremmo dire umilmente: "interpretiamo", ma dopo 12 anni che scriviamo editoriali e risposte ai lettori su questa legge, ci riteniamo abbastanza competenti, vestendo prima il saio monacale dell'umiltà e dopo le dovute richieste di perdono, per "chiarire" un comma già molto chiaro della 219/2006. Questo:

DECRETO LEGISLATIVO 24 aprile 2006, n. 219

Art. 1.
Definizioni


1. Ai fini del presente decreto, valgono le seguenti definizioni:

a) prodotto medicinale o medicinale, di seguito indicato con il termine "medicinale":

1) ogni sostanza o associazione di sostanze presentata come avente proprieta' curative o profilattiche delle malattie umane;

2) ogni sostanza o associazione di sostanze che puo' essereutilizzata sull'uomo o somministrata all'uomo allo scopo di ripristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche, esercitando un'azione farmacologica, immunologica o metabolica, ovvero di stabilire una diagnosi medica;


Provate a mettere davanti a questa definizione di medicinale (sinonimo di farmaco) i prodotti che propagandate e promuovete e vedrete, se mai avete avuto dei dubbi, che siete INFORMATORI DEL FARMACO, non del fitofarmaco, del farmaco omeopatico, DEL FARMACO EQUIVALENTE, eccetera. Perchè tutti corrispondono alla suddetta definizione di "medicinale" della legge 219/2006.

Persino gli integratori, che vengono considerati l'ultimo gradino basso dei prodotti venduti in farmacia, sono da considerarsi , secondo la definizione di questo comma, MEDICINALI.

Stavolta, potendo essere, per qualcuno che informa su superfarmaci innovativi, dura da inghiottire, su questa definizione, chiediamo la conferma di una delle più grandi menti italiane del farmaco, il PROF. BRUNO SILVESTRINI, ventennale studioso e inventore dei migliori, a nostro parere, farmaci della Angelini, con molto oltre 400 lavori pubblicati,  -  CV PROFESSOR BRUNO SILVESTRINI.

Tiriamo qualche somma.

Qualcuno, recentemente, ha affermato che gli informatori in italia adesso sono 9000, novemila, altri, evidentemente più informati dai servizi speciali, che sono 8000, ottomila. Riconoscendo, quindi, per logica, come informatori solo quelli che operano con il CCNL dei chimici. Al perchè di questa conclusione ci arriviamo fra qualche riga.

Se la nostra Redazione non fosse credibile, per pura antipatia, cosa leggittima e che capita a tanti, e volessimo parlare di andamento dei numeri degli informatori negli ultimi due decenni, allora leggiamoci quello che scrive la Redazione di Aboutpharma ad aprile 2013.

E, visto che ci siamo, diamo un'occhiata, ai quattro sondaggi da noi realizzati su un sito esterno, WopWeb, che neanche ci conosce. Cosi arriveremo a comprendere perchè 2+2 è uguale a 4; anche se il quattro ci sta antipatico dalla nascita.

In sintesi: ad agosto 2015 gli INFORMATORI con partita iva erano già il 48% del totale di questi professionisti, nostri lettori; il 12 ottobre 2016 le partite iva raggiungevano il 63,3%. Quindi se si fossero fatte delle ipotetiche "primarie" con i CCNL dei dipendenti, le partite iva le avrebbero vinte senza storia: GLI INFORMATORI DEL FARMACO SONO LORO. Anche se non sono iscritti al alcuna associazione professionale, ne pagano alcuna iscrizione ai sindacati.

Ma c'è ancora, in giro negli ambulatori, qualcuno, seduto sui fatturati miliardari di poche aziende, che questi professionisti, regolarmente idonei, non li colloca e conteggia tra gli informatori, anche se la legge 219/2006, come abbiamo sopra appena dimostrato, afferma chiaramente CHE SONO INFORMATORI DEL FARMACO.

Prudentemente, per evitare che a qualcuno di questi capitino delle crisi nervose con arresto respiratorio e relativa respirazione "bocca a bocca" di un paramedico di 120 chili, dovremo dire dolcemente a costoro, ispirandoci al geniale Pirandello: "cosi non è, pur se vi pare"

Francesco Lupinacci

Al mio amico Mirko Ferrarini specifico che tolgo il suo commento avendo corretto molte cose da lui "correttamente" anticipate.

 

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