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 L'INFORMATORE E IL POTERE
Ermete Chiarelli mercoledì 16 novembre 2016 12.28


----Messaggio originale-----
From: Ermete Chiarelli (nome di fantasia)
Sent: Sunday, May 1, 2016 12:41 PM
To: informatori@informatori.it
Subject: DELUCIDAZIONE

Caro Francesco,

sono un tuo collega ISF che lavora in Liguria.

Sono alle prese con l’annoso problema degli affiancamenti e del numero di visite che si possono effettuare al medico nell’ arco dell’anno.

Come sai la Liguria, di solito così virtuosa, non ha ancora un proprio regolamento regionale per quanto riguarda l’informazione scientifica.

La domanda che ti pongo è: come si deve comportare un informatore che opera in una regione come questa, si deve attenere alle indicazioni comunque fornite nel patto stato regioni o si deve attenere alle richieste dei nostri mai sazi dirigenti.

Io lavoro per xxxxx-xxx, ci chiedono di vedere i medici specialisti dodici volte l’anno, e i medici di famiglia targhetizzati anche otto volte.

Possibile che da noi ci sia l’ anarchia assoluta?

Ti sarei grato di una risposta, oggi parliamo di leggi Europee e non abbiamo L' Italia.

Grazie.

Cordiali saluti.

Ermete Chiarelli (nome di fantasia)
Caro Ermete è vero, l'Emilia, insieme alla Liguria ed alle Marche hanno ritenuto di mettersi sopra la legge perché, in Italia, è molto facile farlo, non essendoci un'istituzione nazionale qualunque che sorveglia sull'applicazione delle leggi.

Se dovessimo fare un censimento verrebbe fuori una legislazione nazionale in maggioranza mai applicata, in numerosissimi campi.

Questo eccessivo potere delle regioni è uno dei motivi per il quale abbiamo cambiato il titolo V della costituzione che entrerà in vigore dopo il referendum di ottobre 2016.

A mio parere ci sono sempre dei motivi se in una certa regione non si applica una legge, qualcuno che ha un amico di un amico con un forte interesse affinché non venga applicata.
Cosi tu, che lavori in xxxxx xxxx, ti trovi indifeso di fronte alle esagerate richieste che, sappiamo bene, non sono rare in alcune aziende.

Le linee guida (e la relativa seguente legge) su cui si fondano le leggi regionali non possono esserti di aiuto essendo dirette alle regioni (che non le hanno applicate).

E non puoi, quindi, beneficiare dei vantaggi che le leggi regionali darebbero ai tuoi colleghi delle altre regioni, quando avessero il coraggio o la necessità di richiamarle (quasi niente affiancamenti, niente ordini diretti in farmacia o altre attività commerciali dirette, ecc.).

Attualmente, se sei ancora con il contratto nazionale dei chimici, l'unica debole arma di difesa che ti resta è il tuo inquadramento nel Livello B o A.

Se leggi questi articoli sul sito: Orario di lavoro  e Livelli di inquadramento  vedrai che per contratto l'informatore è assimilato ad un dirigente, con il diritto di organizzare da solo le sue giornate lavorative, i medici da vedere, ed i suoi orari di lavoro, salvo a doverli relazionare all'azienda.

Purtroppo, pur essendoci molte ottime aziende, troverai sempre l'azienda che non si accontenta di avere dei buoni o ottimi risultati dai suoi informatori, grazie al loro personale talento ed alla responsabilità di prendere decisioni autonome, ma deve indicare, agli informatori (professionisti perfettamente in grado di auto gestirsi e che hanno reso grandi molte multinazionali), tra le varie strade che ci sono per ottenere gli utili, quella  piena di mille cartelli con obblighi e divieti, a volte sciocchi se non assurdi, ad ogni passo, affinché non siano gli informatori a creare, con la loro bravura, la crescita delle aziende, ma siano le decisioni aziendali di vertice; e spesso ci riescono, ma disumanizzando una delle più belle professioni che esiste.

Perciò tutte le richieste di vedere un certo numero di medici al giorno o di rivederli un certo numero di volte l'anno, sono, a mio parere, solo richieste aziendali, chiacchiere, pii desideri, ma, purtroppo, se dovessi contrastarle, dovresti scontrarti frontalmente, poiché il contratto nazionale stesso è stato messo, a forza di spinte dagli amici degli amici, contro le leggi regionali, spostando l'inquadramento dei neo assunti nell'area commerciale (livello C) invece che scientifica, come deve essere per legge.

E, dall'aria che tira, i cambiamenti non sono ancora finiti.

Quindi, come al solito, amaramente, l'unico modo di var valere i propri diritti, anche contrattuali, è di trovare un'azienda (ce ne sono diverse), anche più piccola, che rispetta le leggi, i contratti ed i suoi informatori, dove avere la fortuna di poter traslocare e lavorare bene per vivere dignitosamente,  facendo crescere l'azienda, e non vivere, come alcuni pretendono  che si faccia, esclusivamente per lavorare.

In bocca al Lupo

Francesco Lupinacci

 

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