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LA CONOSCENZA DEL FARMACO PER GLI ISF DEGLI ANNI 2000
Francesco Lupinacci lunedì 01 ottobre 2018 09.37
                      
                                    Estratto da questo libro edito nell'anno 2000

                 

LA CONOSCENZA DEL FARMACO

Per un professionista dell'informazione scientifica di un'azienda farmaceutica la conoscenza del farmaco è di fondamentale importanza.
Tale conoscenza non consiste solo nell'apprendere le informazioni contenute nella scheda tecnica della specialità medicinale; occorre avvicinarsi al farmaco da più ampi punti di vista, che comprendono:

Il cosa conoscere;

Il come conoscere;

Il quando conoscere.

Il cosa conoscere si riferisce, principalmente, alle caratteristiche farmacologiche della molecola: proprietà terapeutiche, assorbimento, distribuzione nei tessuti, emivita, eliminazione, interazioni con altre molecole, eventuali effetti collaterali, controindicazioni, dosaggio e classificazione nel prontuario terapeutico; ma comprende anche la conoscenza del mercato farmaceutico in cui tale molecola si va ad inserire e, di conseguenza, dei singoli farmaci che lo compongono e con cui il nuovo farmaco si andrà a confrontare (i cosiddetti concorrenti).

La conoscenza approfondita delle caratteristiche della molecola, e dei suoi concorrenti, è di particolare importanza per fornire al medico le informazioni necessarie a fargli comprendere i "nuovi vantaggi" che il farmaco offre rispetto ad altri analoghi prodotti.

Tali vantaggi possono consistere nella maggiore e più rapida efficacia o nella migliore tollerabilità, ma anche in una posologia ed in una forma d'assunzione più comoda; oppure nel beneficio dei minori rischi di recidiva della patologia da trattare.

E' evidente che per esporre questi vantaggi, che fanno del nuovo farmaco una reale "novità" nella terapia farmacologica, occorre un'approfondita conoscenza delle caratteristiche dei farmaci similari già esistenti in commercio.

L'insieme di questi farmaci similari è detto mercato di riferimento.
La conoscenza del mercato di riferimento in cui la molecola s'inserisce e, quindi, delle caratteristiche dei farmaci che lo compongono, è fornita, per sommi capi, dall'azienda da cui l'ISF dipende.

L'Azienda utilizza a tal fine, oltre al proprio patrimonio di conoscenze, indagini di mercato commissionate a specifiche agenzie. Per mezzo di queste indagini si può apprendere da quali farmaci è formato il mercato di riferimento, e quali sono quelli più usati dalla classe medica.

Questo studio preliminare serve all'azienda per orientare meglio il cosiddetto posizionamento terapeutico della molecola sul mercato nazionale, e per organizzare la strategia con cui presentare il nuovo farmaco al medico.

Il posizionamento terapeutico è una scelta obbligata che s'impone all'azienda quando la nuova molecola presenta molteplici attività terapeutiche, normalizzando alterazioni patologiche di vario genere e in diversi distretti dell'organismo.

Vi sono farmaci che, ad esempio, presentano azione antiflogistica ma anche antipiretica ed antidolorifica; oppure farmaci con azione antimicotica ma anche antiinfiammatoria; o principi terapeutici con azione emoreologica ma anche antiallergica

Le molecole terapeutiche sono dei ben strani soggetti che alle volte sono sfruttati proprio per le loro differenti azioni o, addirittura, per gli effetti collaterali (es. uso "off label" ndr).

In tale caso l'azienda analizza il mercato, identificando in quale patologia e distretto organico è più probabile i medici ritengano utile ed innovativa la nuova molecola.
Tale analisi deve tenere conto dei farmaci con azioni similari già presenti sul mercato.

Il nuovo farmaco è quindi posizionato nella sua presentazione e, prima ancora, nel suo sviluppo clinico sperimentale, verso la patologia o il distretto dell'organismo che più facilmente lo farà accettare dal medico nel suo utilizzo quotidiano.

Per strategia s'intende la scelta del "percorso di presentazione" del farmaco ai suoi potenziali utilizzatori: i medici. L'utilizzo del farmaco da parte dei suddetti medici è definito l'obiettivo; vale a dire il "traguardo" del percorso di presentazione.

Un esempio di scelta strategica può essere la decisione di presentare il nuovo farmaco inizialmente agli specialisti e poi ai medici di base, oppure di presentarlo tramite confezioni contenenti ognuna diverse quantità del principio attivo e differenti forme di somministrazione (fiale, compresse, bustine, ecc.).

 

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