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Quale orario di lavoro per l'informatore
Nota di redazione: Dalla lettura degli articoli del CCNL riportati ci pare necessario sottolineare che gli Informatori con CCNL dei Chimici, essendo dei LAVORATORI ESTERNI (vedi sotto o clicca "Chiarimenti a Verbale") sono ricompresi  nel  trattamento  di deroga alla disciplina della durata settimanale dell'orario di lavoro e per loro vale la " non applicazione  delle disposizioni degli articoli 3, 4,  5,  7,  8,  12,  13 (relative,  tra l'altro, a orario di lavoro, lavoro straordinario,  riposo giornaliero, pause)". In pratica dal testo appaiono evidenti due cose:
  1. primo, che l'informatore non ha un monte ore settimanale definito e stabile, ma deve rispettare globalmente il monte ore annuo delle attività che rientrano nella sua professione;
  2. secondo, non ha un orario predeterminato di inizio, di termine o di pausa nella giornata lavorativa e che, perciò, li organizza autonomamente (salvo accordi, non peggiorativi, RSU-azienda già in atto).

Questo spiega anche il perché le aziende, di norma, tendono a far aumentare il numero dei medici visitati e non parlano mai con l'Isf di orario di lavoro.

Molto spesso si sente parlare e chiedere dai colleghi quale sia il nostro orario di lavoro e che cosa in esso sia compreso e come regolarsi. Da subito dobbiamo dire che, allo stato attuale, non è presente uno specifico contratto di lavoro per gli informatori scientifici del farmaco, questi sono assoggettati ai vari tipi di contratti di lavoro in atto. Il più diffuso (70% circa) è sicuramente il CCNL per il settore Chimico Farmaceutico. Perciò, al di là di quanto previsto per i colleghi con altre tipologie contrattuali, quanto sotto indicato varrà per i soli colleghi inquadrati nel contratto chimico-farmaceutico.

Il contratto chimico farmaceutico più volte rinnovato negli anni ha al suo interno uno specifico articolo riguardante l’orario di lavoro.

Scarica il Contratto Nazionale dei Chimici dal sito del CNEL

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B) Orari annui di lavoro   1)  Orario  annuo  di lavoro dei lavoratori giornalieri e  dei  lavoratori turnisti 2x5 e 2x6.  

 L'orario  di  lavoro dei lavoratori giornalieri e dei lavoratori  turnisti addetti a lavorazioni su due turni per 5 o 6 giorni settimanali è di 247,5 giornate  lavorative annue, assunte pari a otto ore giornaliere, al  lordo delle festività e delle ferie. L'orario di lavoro medio settimanale e di 37 ore e 45 minuti.   Specificità settoriali: Ceramica e Abrasivi   -giornate lavorative annue: 249 -orario di lavoro medio settimanale: 38 ore   2) Orario annuo di lavoro dei lavoratori tornisti 3x5 e 3x6.   L'orario  di lavoro dei lavoratori turnisti addetti a lavorazioni  su  tre turni  per  5  o  6  giorni settimanali, fatto salvo quanto  previsto  dal secondo  comma  dell'articolo 13, è di 246,5  giornate  lavorative  annue, assunte  pari  a  otto ore giornaliere, al lordo dello festività  e  delle ferie. L'orario di lavoro medio di riferimento è di 37 ore e 45 minuti.

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C)  Regimi  di  orario per i lavoratori giornalieri  e  per  i  lavoratori turnisti 2x5, 2x6, 3x5, 3x6  

Le  modalità  attuative  dell'orario di lavoro annuo  potranno  comportare quanto segue.   1)  Orari  settimanali realizzati su un arco di norma  di  cinque  giorni, oppure di quattro o sei giorni, di durata compresa tra 37 h e 45 m e 40  h medie settimanali.   2)  Orari  settimanali realizzati come media su un arco pluriperiodale  di più settimane o più mesi fino ad un massimo di dodici.   Qualora   il   calendario  di  lavoro,  tendenzialmente  annuo,   definito dall'impresa comportasse una distribuzione dell'orario settimanale diversa da  quella  in  atto,  le relative modalità attuative saranno  oggetto  di contrattazione con la RSU.

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5)   Il  ricorso  a  prestazioni  eccedenti  o  straordinarie  deve  avere carattere eccezionale.

Esso, al di là dei casi in cui le relative esigenze trovino  specifiche  risposte nell'ambito dei regimi di  orario  previsti, deve  trovare  obiettiva  giustificazione  in  necessità  imprescindibili, indifferibili,  di  durata temporanea e tali da non ammettere  correlativi dimensionamenti di organico.

 

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H) Lavoro notturno  

 1)  Per  i  lavoratori non turnisti è considerato lavoro  notturno  quello effettuato  nel  periodo di 9 ore da stabilirsi tra le  ore  20  e  ore  8 antimeridiane.  Per tale prestazione viene riconosciuta  la  maggiorazione del 50% di cui la punto 4 dell'articolo 9 del CCNL.

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I) Lavoro festivo  

 E'  considerato lavoro festivo quello effettuato nelle giornate  destinate al  riposo settimanale o nei giorni di festività di cui ai punti b)  e  c) dell'art. 11 del CCNL.   Per i lavoratori soggetti alle deroghe ed eccezioni della legge sul riposo domenicale  e settimanale, lo spostamento del giorno destinato  al  riposo settimanale  deve  essere  preavvertito  non  più  tardi  del  4°   giorno antecedente  a  quello  predeterminato per  il  riposo  stesso:  nel  caso contrario  il  lavoro  disposto in tale giorno darà luogo  al  trattamento stabilito per lavoro festivo o straordinario festivo.

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Chiarimenti a verbale

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7)  In relazione a quanto previsto all'articolo 16, commi 1 e 2 del D.Lgs. n. 66/2003 si conviene che i lavoratori esterni, in quanto assimilabili ai commessi  viaggiatori  o  piazzisti, sono ricompresi  nel  trattamento  di deroga alla disciplina della durata settimanale dell'orario.   Si conviene inoltre di assimilare questi lavoratori al personale di cui al comma 5 dell'articolo 17 del D.Lgs, n. 66/2003 per quanto riguarda la  non applicazione  delle disposizioni degli articoli 3, 4,  5,  7,  8,  12,  13 (relative,  tra l'altro, a orario di lavoro, lavoro straordinario,  riposo giornaliero, pause).

Quanto sopra non modifica gli accordi aziendali in atto.  

 

Riportiamo un ulteriore chiarimento, offertoci da un collega, che specifica anche "quali attività" fanno parte dell'orario di lavoro dell'informatore scientifico del farmaco.

Da quanto sopra indicato, essendo gli isf a tutti gli effetti degli impiegati al 7° livello del CCNL Chimico Farmaceutico (B1) soggiacciono ad un orario settimanale medio di 40 ore divisi in 5 giorni (le famose 8 ore di lavoro giornaliere). Nel nostro, come anche in altri contratti di diversi settori, non si specifica se in queste siano più o meno compresi gli spostamenti con l'auto, la gestione saggi ed il lavoro amministrativo, lasciando perciò vari dubbi interpretativi. A tal scopo sarebbe utile uno specifico mansionario indicante quanto di pertinenza del lavoratore, ma, allo stato attuale, non ne esiste uno valido per gli informatori scientifici del farmaco. A questa considerazione si deve aggiungere la peculiarità della nostra attività, che non prevede l’obbligo di uno specifico orario di lavoro o di inizio o di fine orario come per altre categorie, essendo in pratica un lavoro svolto in autonomia ed è perciò impossibile indicare paletti rigidi.

Essendo poi impossibile definire "esattamente" l'orario di lavoro, gli isf vedono il recupero dei 15 minuti di riduzione di orario di lavoro (R.O.L) calendarizzati in giornate o ore di recupero. 

Su questi aspetti “nebulosi” molte aziende danno una loro “interpretazione” al nostro orario di lavoro. Infatti si assiste a decisioni di aziende che indicano il nastro lavorativo dell’isf come la sola attività svolta presso i medici, non considerando, a torto, gli spostamenti e l’attività burocratica quale attività lavorativa, mentre altre più correttamente calcolano l’intero orario di lavoro comprensivo anche di burocrazia e spostamento.

E’ da far presente, poi, che l’INAIL con sue specifiche circolari, fa comunque presente che, ai fini assicurativi di questo istituto essendo impossibile determinare uno specifico orario di lavoro per la nostra particolare attività, qualsiasi incidente che avvenga all’isf viene considerato come avvenuto durante lo svolgimento della propria attività lavorativa. Un esempio riguarda il caso in cui un infortunio avvenga durante lo stivaggio e la gestione del materiale lavorativo (saggi e materiale cartaceo e promozionale), oppure un incidente d’auto durante il tragitto dalla propria abitazione (da più sentenze della Cassazione ritenuta dipendenza aziendale) per raggiungere il medico oggetto della nostra attività. Ancor giù evidente, nel caso di infortunio durante il raggiungimento di ambulatori o ospedali (caduta dalle scale, etc..etc..) fra una visita da un medico ad un altro.

Spero di aver chiarito come mi è possibile questo spinoso argomento che molti colleghi non conoscono.

Viper

Ecco gli articoli di legge su cui si basano i "chiarimenti a verbale" del CCNL dei chimici, sopra riportati, e che danno autonomia all'informatore scientifico nello stabilire l'orario di inizio e fine del proprio orario di lavoro e la presenza o meno di "pause" durante tale orario.

D'altra parte tale AUTONOMIA gestionale ed organizzativa deriva all'informatore scientifico dal profilo del livello B riconosciuto a questo professionista dal CCNL dei chimici.

D.Lgs, n. 66/2003

 
 
Art. 16
Deroghe alla disciplina della durata settimanale dell'orario
 
1. Fatte salve le condizioni di miglior favore stabilite dai contratti collettivi, sono escluse dall'ambito di applicazione della disciplina della durata settimanale dell'orario di cui all'articolo 3:
a) le fattispecie previste dall'articolo 4 del regio decreto-legge 15 marzo 1923, n. 692, convertito dalla legge 17 aprile 1925, n. 473, e successive modifiche;
b) le fattispecie di cui al regio decreto 10 settembre 1923, n. 1957, e successive modifiche, alle condizioni ivi previste, e le fattispecie di cui agli articoli 8 e 10 del regio decreto 10 settembre 1923, n. 1955;
c) le industrie di ricerca e coltivazione di idrocarburi, sia in mare che in terra, di posa di condotte ed installazione in mare;
d) le occupazioni che richiedono un lavoro discontinuo o di semplice attesa o custodia elencate nella tabella approvata con regio decreto 6 dicembre 1923, n. 2657, e successive modificazioni ed integrazioni, alle condizioni ivi previste;
e) i commessi viaggiatori o piazzisti;
f) il personale viaggiante dei servizi pubblici di trasporto per via terrestre;
g) gli operai agricoli a tempo determinato;
h) i giornalisti professionisti, praticanti e pubblicisti dipendenti da aziende editrici di giornali, periodici e agenzie di stampa, nonche' quelli dipendenti da aziende pubbliche e private esercenti servizi radiotelevisivi;
i) il personale poligrafico, operai ed impiegati, addetto alle attivita' di composizione, stampa e spedizione di quotidiani e settimanali, di documenti necessari al funzionamento degli organi legislativi e amministrativi nazionali e locali, nonche' alle attivita' produttive delle agenzie di stampa;
l) il personale addetto ai servizi di informazione radiotelevisiva gestiti da aziende pubbliche e private;
m) i lavori di cui all'articolo 1 della legge 20 aprile 1978, n. 154, e all'articolo 2 della legge 13 luglio 1966, n. 559;
n) le prestazioni rese da personale addetto alle aree operative, per assicurare la continuita' del servizio, nei settori appresso indicati:
1 personale dipendente da imprese concessionarie di servizi nei settori delle poste, delle autostrade, dei servizi portuali ed aeroportuali, nonche' personale dipendente da imprese che gestiscono servizi pubblici di trasporto e da imprese esercenti servizi di telecomunicazione;
2 personale dipendente da aziende pubbliche e private di produzione, trasformazione, distribuzione, trattamento ed erogazione di energia elettrica, gas, calore ed acqua;
3 personale dipendente da quelle di raccolta, trattamento, smaltimento e trasporto di rifiuti solidi urbani;
4 personale addetto ai servizi funebri e cimiteriali limitatamente ai casi in cui il servizio stesso sia richiesto dall'autorita' giudiziaria, sanitaria o di pubblica sicurezza;
o) personale dipendente da gestori di impianti di distribuzione di carburante non autostradali;
p) personale non impiegatizio dipendente da stabilimenti balneari, marini, fluviali, lacuali e piscinali.

2. Le attivita' e le prestazioni indicate alle lettere da a) ad n) del comma 1 verranno aggiornate ed armonizzate con i principi contenuti nel presente decreto legislativo mediante decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali ovvero, per i pubblici dipendenti, mediante decreto del Ministro per la funzione pubblica, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottare sentite le organizzazioni sindacali nazionali maggiormente rappresentative, nonche' le organizzazioni nazionali dei datori di lavoro.

 
Art. 17
Deroghe alla disciplina in materia di riposo giornaliero, pause, lavoro notturno, durata massima settimanale
 
comma 5
 
Nel rispetto dei principi generali della protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori, le disposizioni di cui agli articoli 3, 4, 5, 7, 8, 12 e 13 non si applicano ai lavoratori la cui durata dell'orario di lavoro, a causa delle caratteristiche dell'attivita' esercitata, non e' misurata o predeterminata o puo' essere determinata dai lavoratori stessi e, in particolare, quando si tratta:
a) di dirigenti, di personale direttivo delle aziende o di altre persone aventi potere di decisione autonomo;
b) di manodopera familiare;
c) di lavoratori nel settore liturgico delle chiese e delle comunita' religiose;
d) di prestazioni rese nell'ambito di rapporti di lavoro a domicilio e di tele-lavoro.

 

 

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