Ottimizzato per IExplorer - Compatibile per Firefox - Chrome - Safari - SO Android 

Pensieri
Fabio Ceraso (nome di fantasia) mercoledì 16 novembre 2016 12.28


Egregi,

lo scenario descritto dal dr. Lupinacci appartiene ad un'epoca in cui il mondo dell'informazione medica era molto standardizzato e rinchiuso da rigide regole, alle quali si aggiungeva la manna dettata dai brevetti dei farmaci e la presenza di pochi competitors sul mercato (considera che oggi in Italia sono registrate ben 1600 aziende soltanto nel nutraceutico... renditi conto).

Nell'ultimo decennio il mercato è stato totalmente stravolto come non mai nella sua storia. Diversi i principali avvenimenti che secondo me hanno scombussolato la standardizzazione dell'informazione medica:

1) Ingresso dei generici ma sopratutto conseguente "guerra tra poveri" su abbassamento dei prezzi e cannibalistiche operazioni commerciali in farmacia;

2) introduzione del principio attivo in ricetta (svolta epocale e spero ultima);

3) insorgenza e diffusione dei contratti da plurimandatari (ai quali non sono contrario, ma lo sono all'incapacità di molti agenti di gestire più aziende);

4) concezione diffusa che in un'azienda a provvigioni si possa fare quel che si vuole.

Questi 4 presupposti, se becchi l'informatore poco allineato all'azienda, diventano il suo cavallo di battaglia, sia in termini di minore impiego di ore lavorative, sia in termini di scuse da portare avanti (mi cambiano in farmacia, etc.).

Tutto ciò molto probabilmente al dr. Lupinacci non è del tutto chiaro, ma non gliene faccio certo una colpa.

Della sua risposta mi è piaciuto il passaggio in cui afferma che sicuramente ci sono degli informatori che lavorano come dicevi tu, ma perchè lo fanno proprio così e non per pressioni aziendali. Ecco, lì mi ci rivedo fortemente.

Io lavoro perchè per me è un dovere lavorare, per la mia persona, per la mia famiglia, e non certo per la mera voglia di primeggiare o quant'altro o perchè l’azienda me lo impone. Uscire di casa per me è un obbligo verso la mia stessa dignità di persona. I miei figli a scuola, mia moglie a lavoro e io a zonzo, beh, non è il massimo cui un uomo possa aspirare.

E potrei avere anche 2-3 aziende, o prodotti fin dove sarei capace di gestire, ma di certo non assumerei mai mandati semplicemente per il gusto di prendere un'ennesima azienda pensando di lavorare un prodotto da una parte, uno dall'altra e cosi via.

Ecco perchè mi arrabbio tante volte quando vedo dei dati che ritengo "impossibili". Ma spiegami una cosa: un informatore che in una precedente azienda fatturava centinaia di migliaia di euro, possibile che oggi, nella nuova veste di agente, magari pluri, faccia per mesi e mesi un migliaio di euro di fatturato se non meno? Fenomeno prima e brocco adesso? Possibile che un ISF cui i medici hanno sempre prescritto tutto a un tratto non becca una prescrizione?

A mio giudizio, e potranno contestarmi 100 Lupinacci, è gente che o non lavora oppure, e questo lo ritengo molto più probabile, è gente che non colloca nella giusta posizione l’azienda. Nel senso che si accaparrano l'ennesimo mandato e decidono cosa muovere, se preferire un'altra azienda, se preferire l'integratore dove prendono 5 euro, etc.

Non prenderla come immodestia, ma il sottoscritto è partito da zero, rimettendoci soldi di spese senza alcun fisso o rimborsi, provenendo da un'azienda che non gli aveva neanche riconosciuto le indennità da contratto per le quali ancora fino ad oggi sono in discussione.

E mi arrabbio fortemente quando vedo ex informatori bigfarma o di aziende a contratto che magari sono appena usciti con un assegno di chiusura di 50, 100, 150mila euro e prendono le aziende per provare come va, senza dedicarsi come facevano fino a qualche mese prima per aziende per le quali magari si saranno anche "prostituiti".

Io non ci credo molto, nel nostro settore, a gente che è in difficoltà perchè senza lavoro, fatte salve le dovute eccezioni. Ti ripeto che io sono uscito da un'azienda senza prendere una lira (che invece mi spettava da contratto) e sono ripartito da zero fatturato lavorando come un mulo.

E ancora oggi, che potrei ridimensionare i tempi lavorativi, sono sempre in ansia. Perchè ho rispetto della mia persona ma soprattutto della mia famiglia. Perchè voglio capire dove apportare correttivi, perchè voglio essere, come si suol dire, imprenditore di me stesso.

Giusto quindi secondo me alzare un pò i toni verso la rete. Obiettivi, obiettivi mirati degli investimenti, media visite (magari non rigorosa ma fondamentale), rapportini scarico saggi sono elementi da cui non si può prescindere per queste persone. Con D..... ci siamo inventati il comodato d'uso dell'holter pressorio, Ercole. Abbiamo detto che se fra sei mesi un determinato farmaco non ha dato l'evoluzione che merita, l'holter viene ritirato.

Chi non si da da fare per trovare soluzioni non crescerà mai Ercole, purtroppo. E questo lavoro sta diventando difficilissmo perchè gli attori stanno diventando tantissimi e il potere si potrà concentrare esclusivamente nelle mani dei farmacisti e di coloro degli informatori o agenti che si saranno adeguati ai cambiamenti.

Alla fine della fiera, la verità è che se tu domattina mi inserisci in listino nuovo un importante farmaco equivalente io farò salti di gioia. Ma se io nella prossima settimana vedrò 4 medici al giorno avrò la probabilità che venti persone possano prescrivere il farmaco. Ma se io vedo 10 medici le probabilità salgono a 50.

Le grandi aziende in lancio vanno 3 volte mese dallo stesso medico a parlare del nome commerciale. Il mio dubbio tra l'altro non è tanto che alcuni di noi vedano solo 4 medici al giorno. Io la vedo ancora più negativa. Io penso che una gran parte degli agenti vedano i propri medici presentando le varie aziende che hanno facendo un collage di prodotti.

Scusate i pensieri disordinati……

Fabio Ceraso (nome di fantasia)

 

Visite alla pagina Hit Counter On line adesso
HOME

 

 

| Qualora tu ritenga  di non gradire i nostri link alle notizie del tuo sito, Ti preghiamo di contattarci immediatamente per e-mail al fine di verificare e rimediare tempestivamente. Il sito www.informatori.it declina ogni responsabilità sugli errori e la veridicità dei contenuti del sito linkato.
INFORMAZIONE E SALUTE   -  CF 97073890796 - Codice Ateco 889900
Iscrizione al Registro Provinciale O.V. di Catanzaro al n° 199