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IL PESO DELLE PAROLE
Antonio Giammei - Francesco Lupinacci lunedý 01 ottobre 2018 01.20


Cara Francesca,


uso la seconda persona singolare per comoditÓ e per il fatto che in un rapporto epistolare, occasionale, non Ŕ prevista, per questioni di tempi d'attesa, la possibilitÓ di chiedere il permesso di dare del tu, spero lo accetterai.

Fai un'ottima analisi, condivisibile ma appesantita da un'ingenuitÓ di fondo.

╚ giusto e di buon senso pensare che debbano essere le Aziende a farsi carico dell'onere contributivo ma, purtroppo, per quanto riguarda le aziende aderenti a farmindustria sono certo che la realtÓ sia diversa.

Non lo affermo per pessimismo ma legandomi alla corretta citazione che fai sul settore del credito che ha messo in atto un meccanismo per il quale Ŕ possibile uscire dal mondo del lavoro prima del tempo.

Il fondo in questione Ŕ finanziato dal Lavoratore e nacque con le casse di Risparmio che ad ogni rinnovo contrattuale proponevano al Lavoratore di destinare una parte dell'aumento salariale ad un fondo finalizzato ad una pensione integrativa o , in caso di necessitÓ, ad una pensione pagata dal fondo, fino alla pensione INPS, nel caso di perdita d'impiego.

In seguito le banche lo hanno fatto proprio, ma non dimentichiamo che Ŕ stato creato ed Ŕ alimentato dalla rinuncia di una parte di stipendio del Lavoratore. Tuttora sono in atto contenziosi da parte dei Lavoratori per rientrare in possesso di parte di quelle quote.

Il caso pi¨ noto Ŕ quello della banca di Roma , presidente Geronzi noto finanziatore dei politici con i soldi degli altri, che quando assorbi le Casse di Risparmio depred˛ inesorabilmente quei fondi.

Le Aziende hanno volontÓ di finanziare o sentono il dovere sociale di farlo ? Me lo auguro ma non ci credo.

Spero di sbagliare.

Antonio Giammei

Ciao Antonio, entro in punta di piedi nelle tue riflessioni sull'intervento di Francesca Boni, poichŔ mi sto facendo l'idea non che la notizia del TRIS sia una Fake news, essendo supportata da un accordo firmato di Federchimica, Farmindustria e sindacati nazionali,  ma perchŔ, specie durante le chiacchiere di queste elezioni, mi vado convincendo che occorre una profonda conoscenza di questi mondi e dei relativi fondi, nascosti quasi sempre da una cappa ombrosa, "antitesi della Luce" (C.G. Jung, ndr) che li rende sempre lontani dalla comprensione dei cittadini-lavoratori-disoccupati.

Non mi piace, e sconsiglio, di scrivere di cose o persone che non conosco bene, ma faccio un'eccezione essendo un esempio semplice e "documentato" di un importante personaggio da te citato: Cesare Geronzi (ai pi¨ ignoto personaggio del mondo bancario).

Cercando, cercando, ho trovato queste due notizie, che mi hanno convinto del perchŔ molta gente non voterÓ il 4 marzo, a causa della depressione cronica che fatti come questi fanno dilagare nel paese (a riprova della nostra incapacitÓ a capire cose essenziali, accenno al fatto che nessun grande genio della medicina (restituite i vostri Nobel, sono spesso refurtiva) Ŕ fino ad ora stato convincente neanche nello spiegare, dopo decenni di uso e abuso, da loro consigliato, i meccanismi di azione,  proprio  della classe degli antidepressivi.

Non occorrendo uno Sherlook Holmes come consulente, lascio a te ed ai lettori pi¨ curiosi la fatica di leggere, confrontare e certamente capire (elementare Watson) perchŔ dietro al confronto di questi due fatti, riportati da fonti giornalistiche molto autorevoli, esala ancora la puzza della grave malattia in cui versa il nostro paese:

1) Crac Cirio, Geronzi condannato a 4 anni in via definitiva
2) Cesare Geronzi Ŕ nato il 15 febbraio del 1935 a Marino (RM) ed Ŕ un manager italiano.

Suggerisco di riflettere anche sull'ultima notizia da noi linkata riguardante i fenomenali risultati riportati dalla famosa quanto fantasmatica (incrocio di fantastica ed asma, o di fantasma con l'asma, fate voi, io non ce la faccio pi¨ a ridere) ed ambita (chissÓ perchŔ?) Agenzia Europea dei farmaci (EMA). Qui, senza altro approfondire, per noi professionisti del settore si aprono deserti di luci e carogne e di sospetti che tanti hanno e nessuno osa vomitare.

Purtroppo qui, dove la pazienza Ŕ poca, posso solo consigliare la consulenza di un bimbo delle elementari per suggerire delle ipotesi circa le cause del degrado in cui si trova, nel settore sanitario, non l'EMA, non l'Italia, ma l'intero mondo.

Spero di essere stato breve. Oggi, con il futuro che temo ci aspetta nascosto ed armato su una roccia, bisogna risparmiare e misurare anche il peso delle parole.

Francesco Lupinacci

 

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