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IVA, INPS, PENSIONE E PROXIMA B
Antonio Cambiari mercoledì 16 novembre 2016 12.28

From:
Antonio Cambiari (nome di fantasia)
Sent: Monday, August 29, 2016 12:37 PM
Subject: RICHIESTA INFO ISCRIZIONE PARTITA IVA E CONTRIBUTI INPS
 

Gentilissimi sono Un Informatore di   55 anni attualmente in cerca di occupazione dopo avere lavorato dal 1990 al maggio 2016 ininterrottamente, ultima azienda la Seikofarm , vista la vostra Esperienza e competenza volendo iscrivermi desidero un consiglio su quale iscrizione risulta piu’ confacente come partita iva in quanto ho ricevuto delle offerte da parte di aziende di Integratori e Brand generici.

Infine vi chiedo anche info su versamenti contributi  Inps da poter effettuare nella nuova posizione

Ringraziando  per la cortese attenzione

Resto in attesa di un vostro riscontro

Antonio Cambiari

Salve Antonio. Ogni volta che arriva una domanda come la tua ci troviamo costretti ad immergere i lettori in un mare di norme previdenziali, di percentuali, di prelievi e versamenti Inps e di calcoli a dir poco incomprensibili e, ad un certo punto, il mare si trasforma, pian piano, in una tempesta tale che l’argomento diventa noioso per i lettori e nebbioso per chi vorrebbe capire questo mondo previdenziale dopo che, per fortuna, per anni (25 nel tuo caso) a dipanare le varie matasse sui versamenti Inps obbligatori ci ha pensato l’ufficio stipendi dei lavoratori dipendenti.
 
Ecco perché, nonostante la difficoltà e la noia, vorrei che tanti, quando capita l’occasione di leggere questi argomenti,  provassero a capirci qualcosa, perché se un giorno si dovrà prendere la partita Iva, non si dovranno passare le nottate a cercare di capire quali sono le differenze previdenziali con il lavoro dipendente e quali sono le differenze tra le varie e diverse attività che la partita iva consente di svolgere.
 
Allora proviamo ad immergere la barchetta in acqua e vediamo cosa succede.
 
In pratica, par di capire che hai lavorato per circa 25 anni e mezzo come informatore dipendente a contratto nazionale dei chimici (ccnl) e ora hai avuto l’offerta di fare lo stesso lavoro prendendo una partita iva. Detta cosi pare proprio una cosa semplice.
 
In questo periodo sia tu che l’azienda avete versato dei contributi previdenziali all’INPS. Quanti sono questi contributi ? Il calcolo attuale sul sito dell’Inps, tenendo conto che tali contributi versati hanno avuto una crescita negli anni,  è questo:
 
L'aliquota media a carico ditta (salvi ulteriori sgravi ed agevolazioni)  è pari al 32,70% della retribuzione lorda per la generalità dei lavoratori dipendenti. La quota a carico del dipendente è normalmente pari al 9,19% della retribuzione.
 
Ci aiutiamo con la nostra ultima risposta ad un neolaureato che iniziava l’attività di informatore con la partita iva per ribadire che il problema non è prendere o meno una partita iva ma quale tipo di contratto di lavoratore autonomo conviene scegliere e, quindi, quale codice di attività comunicare all’Agenzia delle Entrate.
 
A mio parere, e, ripeto, perché ne ho già scritto in un’altra risposta, il modo più economico dal punto di vista delle tasse da pagare e dei contributi previdenziali da versare all’Inps è quello di prendere la partita iva e poi iscriversi come impresa individuale ai vari uffici a cui bisogna comunicarlo. Ci pensa un buon commercialista, meglio se amico e conosce il tuo lavoro, a fare tutte le comunicazioni dallo “Sportello Unico Digitale” ed a scegliere un codice di attività idoneo.
 
Questo è un parere personale ma che andrebbe approfondito; solo che le aziende non hanno mai valutato questa possibilità e, quindi, è una missione quasi impossibile trovare un’azienda (o meglio, il suo commercialista) che ti aiuta a diventare una impresa individuale che opera e fattura  un servizio scientifico equivalente a quello degli informatori/consulenti scientifici.
 
Tagliamo questo argomento prima che arrivi uno tsunami di ma e di però e passiamo ad altro.
 
Se tu usassi la tua partita iva per iscriverti come agente/informatore, dovresti farlo sia all’Inps che ad un ente previdenziale privato che si chiama Enasarco, a cui dovresti versare, in base ai tuoi guadagni un bel 50% di contributi calcolati sul tuo reddito (l’altro 50% tocca all’azienda). Ma il bello è che per avere una pensione dall’ Enasarco - come per averla dall'Inps - devi rimanere iscritto, versando i tuoi soldi, per 20 anni e mezzo. Fatti un paio di conti, visto che hai 55 anni, e vedrai se ti conviene o meno infilarti in questo girone infernale, uscendone con gli acciacchi dell'età e un bel bastone da passeggio.
 
L’altra corrente marina che puoi seguire con la barchetta della tua partita iva è quella di comunicare (tramite commercialista amico) ai vari enti un altro codice di attività e diventare un libero professionista (non iscritto ad alcun albo professionale) iscrivendoti, essendo obbligato, alla gestione separata Inps.
 
 
Ti faccio grazia di altre opinioni, finte autorevoli, tutte tese a far cadere in depressione il lavoratore autonomo iscritto alla gestione separata Inps, ma ti suggerisco di leggere questo articolo perché il sito è veramente autorevole e serio, e perché fornisce notizie aggiornate al 2016.
 
Quando leggerai l’aliquota degli autonomi a partita iva ricordati che questi, come i commercianti di servizi, non sono iscritti alla gestione separata Inps, ma sono quei lavoratori, citati sopra, detti un poco pomposamente “imprese individuali”.
 
Sono quasi certo che tu volevi una risposta semplice per farti quattro semplici conti e capire cosa ti conviene fare. Mi dispiace, ma dovrai leggere parecchie cose, che ti faranno avere nostalgia del tuo vecchio ufficio stipendi, prima di capirci quel minimo che ti serve per fare una scelta.
 
Su questo mondo, compresi tutti i continenti, sono certo che solo qualche tribù nascosta nella foresta, o nel circolo polare artico, è libera da quella malattia infettiva che si chiama burocrazia.
 
La settimana scorsa hanno scoperto un pianeta del tutto simile alla terra, chiamato Proxima b, a soli 4 anni luce dalla terra (un’inezia) ma, credimi, anche se mi giurassero che li ancora non esiste la burocrazia, avrei seri dubbi su questo se i suoi abitanti venissero e mi offrissero un posto da amministratore delegato. Meglio stare a casa a lavorare 12 ore in solitudine che essere obbligato a studiare anche la burocrazia di Proxima b. Tanto, qui, prima o poi, l’Inps, questa benedetta pensione me la deve pur dare.
 
In bocca al lupo
 
Francesco Lupinacci
 

 

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